Altruismo cosciente
Sep 25th, 2009 | By Redazione | Category: filosofiaSei una brava persona, però la gente non capisce, spesso gli altri non riconoscono la tua gentilezza, fai un sacco di cose per gli altri ma quando viene il tuo turno nessuno ricambia le tue attenzioni. I tuoi regali sono molto belli, mentre a te regalano solo schifezze. In sintesi il tuo altruismo, il tuo comportamento, attento e buono, ti provoca danni e ti rende triste.
Questo è perchè i tuoi gesti non sono consapevoli e hanno bisogno di altro/altri, per essere resi perfetti e renderti felice. Scopriamo i motivi di questo.Se andiamo ad alzare il tappeto dell’altruismo, troviamo sempre sotto qualcosa. Non per questo è sbagliato, non per questo bisogna evitarlo. Solitamente i più bei gesti sono casuali, dettati da una giornata buona, fatti quasi sovrappensiero, buttati via come non fosse niente. Banalizzando per chiarezza: strada che si compie tutti i giorni e barbone che si vede tutti i giorni.oggi invece di tirare dritto, si lascia un euro e si continua a camminare, quasi come se non lo avessimo fatto davvero.
Questa equazione di altruismo, sebbene semplificata, è molto più utile e sana dei comuni bei gesti che si possono vedere nel quotidiano.
Può infatti capitare di nascondere sotto il tappeto di una buona azione, il desiderio di essere amati, di essere ringraziati, di avere attenzioni, il desiderio di stima, rispetto e così via. Questi desideri non sono certo sbagliati, il modo nel quale si perseguono però è stupido.
E’ stupido perchè non funziona.
Queste equazioni sono utopiche, mancano di contatto con la realtà e non funzionano, ma più ci si pensa, più sembrano essere possibili. Come ripetendo un mantra, ci si ipnotizza da soli di concetti che sono errati.
Il modo migliore quindi, per un qualsiasi bel gesto, che sia un regalo spontaneo, una buona azione, una cortesia, un favore (sia piccolo che grande), è quello di farlo in modo consapevole e sincero.
Per fare in modo che comportarti in modo positivo verso il prossimo ti possa dare beneficio e ti porti ad essere una persona migliore e felice tieni quindi sempre a mente i seguenti punti, e analizzati, guardati dentro per poter essere sicuro di osservarli:
nessuno si accorgerà di quello che farai
nessuno ti ringrazierà per le tue azioni
nessuno si ricorderà dei tuoi gesti
nessuno ricambierà il bene che darai
Quando riesci a comportarti nello stesso modo di prima, tenendo in mente questi principi e mente, allora il tuo altruismo sarà libero. Non basta ripetersi le frasi un miliardo di volte, se nel profondo, quando si agisce, si spera sempre che accada il contrario. Quando si ha la consapevolezza che le cose andranno in quel modo e l’animo rimane sereno, quando accade precisamente così, e l’amimo non viene turbato, si può essere finalmente liberi.
Senza princìpi, senza analizzare le proprie azioni, si rischia di ricorrere nei tantissimi casi di frustrazione da compenso. La persona A fa una cortesia verso la persona B, la persona B non se ne accorge nemmeno, non ci bada, oppure se ne accorge e non ringrazia, o quando è il turno di B, di fare una cortesia, si dimentica la cortesia passata oppure se ne ricorda ma ugualmente non ricambia il favore.
Questo rende A una persona triste, ci si sente poco apprezzati, sfruttati, sminuiti e tutta una valanga di altre cose inutilmente dannose.
Una valanga di cose che ci danneggiano e che decidiamo noi, un danno che da soli arrechiamo a noi stessi.
Da questo il fatto che, se non si analizzano le dinamiche che intervengono nella vita quotidiana ci si ritrova a farsi del male da soli, convinti anche di agire in modo sano. Andando avanti qualcuno si trasforma in un martire, qualcuno in uno zerbino pronto al piede di chiunque. Il tutto, da soli.
Si potrebbe pensare che questa che sia brutto pensare in questo modo e che questa sia una filosofia pessimistica; è vero il contrario, per i seguenti motivi.
In primo luogo è necessario preparare il proprio animo al normale, e renderlo quieto e armonico, solo in questo modo non si diventa dipendenti dalle reazioni del prossimo. Mettere la propria felicità nelle mani degli altri è un grande errore. Se, inoltre, il mio animo è quieto anche senza contropartita, tutto quello che accadrà in più per me sarà una gioia. Se invece io necessito la contropartita, quando questa arriva per me sarà dovuta, e non potrò quindi gustarne la gioia.
In secondo luogo, l’azione non sarà mai libera fino a che sarà in funzione di una reazione, sarà sempre un movimento interessato. Non è sbagliato agire in modo interessato, ma diventa un altra cosa. Quando si confonde il mezzo con il fine si creano sempre problemi. Il mezzo interessato segue ragionamenti completamente differenti dal fine della buona azione.
Terzo e ultimo, questa è la visione ottimistica, quella realistica dovrebbe comprendere un’altro punto in elenco; sarebbe però difficile agire in modo spontaneo e libero, tenendolo a mente in modo costante, meglio quindi pensarci solo quando accade. Il quinto punto è: le tue cortesie diventeranno dovute e quando smetterai ti verrà rinfacciato.
L’unica soluzione che ho, al momento, per chi, dopo un gesto spontaneo, pretende il suo ripetersi (in modo occasionale o continuativo) è un sorriso moderato, con il conseguente silenzioso congelarsi di ogni rapporto.
Queste analisi sono necessarie per poter vivere in modo sereno, senza rimanere legati alle reazioni che il prossimo ha verso di voi.
Il comico che dopo la battuta si mette in pausa, aspettando gli applausi, prima o poi si troverà solo e triste, immerso in un silenzio imbarazzante. Il comico che fa ridere se stesso, almeno ride da solo, e chi apprezza il suo senso dell’humor riderà con lui, altrimenti andrà ad altri spettacoli. Quel comico però riderà sempre, e alla fine, morirà felice. E se nessuno ridesse alle sue battute? a lui farebbero ridere lo stesso e lui sarebbe in ogni caso felice. Meglio così che finire come la rockstar che amava la musica classica, e solo per essere adorato e seguito, per tutta la carriera canta la musica rock che piace alla gente, violentando a ogni concerto le proprie orecchie e la propria arte, solo per poter piacere.
Alla fine quella rockstar dovrà comprendere che non ha vissuto la sua vita, ma ha sacrificato i suoi giorni per compiacere il prossimo, e che non essendo se stesso nessuno ha apprezzato lui, ma tutti quanti hanno apprezzato la sua finzione. Quello che lui ha recitato, durante la sua vita.
Queste metafore racchiundono la sintesi dell’equazione più importante nel rapporto con gli altri. L’agire secondo autenticità, eseguire azioni per propria volontà è una di quelle cose che modifica in modo immediato i rapporti con tutti. Agire in questo senso distrugge le dipendenze che ognuno si crea verso il prossimo e permette ai veri rapporti di nascere.
Un rapporto sano non è infatti basato sulla dipendenza o sul bisogno ma sulla volontà, sulla scelta. Francesco non sposa Loredana perchè lei è l’unica donna rimasta al mondo, o perchè è l’unica che gli ha detto di si, la sposa perchè lei è quella che vuole, potendo avere chiunque, lui ha scelto lei.
Tornando all’analisi dell’equazione, per meglio semplificiare, tutto si racchiude nella divisione attenta e sincera del fine dal mezzo.
Se infatti io voglio agire per interesse, se agisco per un tornaconto, per ottenere qualcosa in cambio, non dovrò più “travestire” la cosa da buona azione. Non dovrò fare i conti con la morale, con la coscienza, con la mia e la sua natura. In quel caso farò un semplice e rapido calcolo logico, e agirò nel modo più conveniente. In questo caso però, se non ottengo una contropartita ho sbagliato i miei calcoli e dovrò quindi modificare la mia tattica. Il tutto però non può ferirmi, non mi mette in discussione come persona, non era una cortesia, agivo per un preciso interesse e sono stato poco efficace.
Come il regalo di natale che uno può fare al capo della sua azienda. Non è mica un regalo sentito o con il cuore, è un regalo deciso con un preciso interesse e tornaconto, è un oggetto che sussurra “guarda che persona incredibile stai sprecando in un ruolo così piccolo! faresti il tuo interesse se mettessi questa persona in un ruolo dirigenziale, ti farebbe fare bella figura come capo azienda e guadagneresti dal suo lavoro molti più soldi”. Altra cosa è se invece con il regalo per il capo si comunica :” Grazie per avermi levato dalla strada, senza il tuo lavoro starei ancora a pulire vetri, dammi da fare qualsiasi cosa e io la farò, perchè ti devo eterna gratitudine”.
Ho voluto esagerare i concetti, questo per definire la linea tra l’utile, che deve essere efficace e in linea con il proprio scopo, e l’autentico, che deve essere in linea con il nostro modo di essere, senza voler compiacere nessuno, senza l’attimo di pausa per la risata del pubblico, senza applausi.
La semplice consapevolezza di queste chimiche cambia tutto.
Lo so che è più bello nascondersi dietro l’autobuonismo, pensare che ogni nostro gesto sia una goccia di stelle nascosta in una perla sommersa. Però le cose non stanno così, bisogna quindi dividerle in modo netto.
Non è sbagliato agire nel proprio interesse, è sbagliato travestire l’interesse da altruismo. Diventando sinceri con se stessi e agendo in modo consapevole si può gestire il proprio interesse in modo più efficace e regalare se stessi in modo completamente disinteressato, con la gioia e la vera felicità di un gesto che non ha bisogno di nessuno per essere perfetto.
La verità di questa equazione è anche dimostrata dal suo funzionamento inverso. Tanto è vero che una buona azione deve essere fatta con l’animo sereno e disinteressato, sicuri che non ci saranno contropartite di nessun tipo e che verrà ignorata e dimenticata, così le azioni rischiose o vili vanno analizzate con la sicurezza del danno.
L’azione è rischiosa quando c’è la probabilità di un evento negativo. Esempio: Sono in ritardo e non ho il biglietto, sta per passare l’autobus ma se lo perdo farò tardi al lavoro, salendo senza biglietto potrei prendere la multa dal controllore, cosa faccio?
La soluzione è ipotizzare la situazione in modo differente: Sono in ritardo e se perdo l’autobus arrivo in ritardo al lavoro, sull’autobus c’è sicuramente il controllore, cosa faccio?.
Questa è una domanda molto più semplice, e a seconda del lavoro, del ritardo, del proprio dirigente, e dei ritardi precedenti si potrà prendere la decsione più adeguata. Se poi il controllore non ci fosse tanto meglio.
Vivere in modo differente rende i cammini personali diretti dalla fortuna, e non dalla volontà e dalla ragione. Per chi non concordasse, un altro esempio.
Bellissima ragazza conosciuta in discoteca, la situazione degenera in modo improvviso e ti ritrovi nei bagni, senza preservativo e quasi nel mezzo dell’azione. Cosa fai?
La questione può essere più chiara se vista in altro modo. (scelgo la versione leggera).
Bellissima ragazza conosciuta in discoteca, la situazione degenera in modo improvviso e ti ritrovi nei bagni, senza preservativo e quasi nel mezzo dell’azione. Prosegui, rendendola madre di tuo figlio?
oppure
Prosegui, sapendo che dovrai prendere pastiglie e spalmare ungunenti per mesi per mandare via i funghi / infezioni che ti stai per prendere?
Non c’è una decisione giusta e una sbagliata, c’è solo un rischio che si può correre o non si può assolutamente correre.
Non è sempre facile agire in modo consapevole, non lo è quando si ricerca il proprio interesse, nemmeno quando si agisce per il proprio bene, ignorando completamente quello degli altri, ma la cosa più difficile è agire in modo libero quando si fa del bene, quando si sceglie di donare senza un motivo, quel gesto che è giusto fare in quel modo, senza una ragione.
Se volete mangiare melanzane, seminate melanzane, se volete mangiare zucchine, non seminate patate, soprattutto guardate quello che fate, e buon appetito.



