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	<title>Cose da Maschi</title>
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	<description>idee per costruire l’uomo di domani sulle rovine di quello moderno</description>
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		<title>Prima Guerra Digitale</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 05:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La chiusura di Megaupload mi riporta ai tempi della chiusura di Napster. Le stesse sensazioni di quel giorno ma amplificate. Come allora mi chiedo che senso possa avere, scegliere uno dal mucchio e giustiziarlo, lasciando invariata una situazione che non può essere variata, che non deve essere cambiata.Non ricordo se ai tempi di Napster la gente si fosse lamentata, forse qualche hacker anche allora aveva fatto qualcosa, oggi sembra che qualcosa si muova sul serio. E&#8217; iniziata la prima guerra digitale? Dal nord europa arrivano i primi movimenti filosofici a favore della liberalizzazione del digitale, e forse i tempi sono maturi per una vera guerra, in cui non scendano in campo soltanto gli hacker, i carri armati del popolo, ma anche i singoli utenti. Ogni persona può scendere in campo, e qui si vuole proporre una via non violenta, che non attacchi il sistema con le sue stesse armi, ma che colpisca in modo sensato. Anche perchè quello che possono fare poche persone è destinato a dare pochi frutti, non si arriverà mai ad un cambiamento senza un&#8217;azione solidale.</p>
<p>Questo non vuole essere quindi un invito alle armi, ma una testimonianza del mio personale apporto a questa battaglia per la liberalizzazione della cultura digitale e una proposta che possa innescare altre iniziative personali non violente. Personalmente non usufruirò più di nessun servizio che mi venga negato come libero accesso. Pertanto niente cinema, niente cd, niente noleggio videocassette, dvd, videogames, o qualsiasi cosa che possa ingrassare le tasche delle compagnie che hanno messo in moto le autorità competenti.</p>
<p>Credo fermamente che tutto il materiale disponibile in formato digitale debba essere a disposizione del grande pubblico, in maniera gratuita. I diritti di copyright è possibile gestirli in altro modo, ma non si è cercata una strada in questo senso, non si vuole trovare una nuova dimensione per questa nuova distribuzione della conoscenza, e allora è necessario creare una grande rottura, che obblghi a un ridimensionamento totale.</p>
<p>Ascoltiamo tutti la radio, forse paghiamo qualcosa per farlo? La televisione lo stesso, a parte il furto del canone, non ci sono certo altri costi. Eppure il copyright per questi mezzi di “trasporto” viene pagato ma invece di trovare un modo per utilizzare quello che già funziona per farlo funzionare in modo più corretto e giusto si tira fuori il solito manganello. Sarebbe bastato accettare la realtà di megavideo e catalogare i file e chiedere a megavideo una parte dei suoi incassi come pagamento del copyright.</p>
<p>Perchè la gente non è che non vuole pagare, la gente paga quando può avere quello di cui ha bisogno. E se i soldi ci sono (e 175 milioni di dollari sequestrati a megavideo mi pare che siano un segno di questo concetto), allora si può trovare il modo di fare contenti tutti e distribuirne una parte per il tanto amato copyright.</p>
<p>Il formato digitale ha una caratteristica fondamentale, ovvero che può essere duplicato senza che ci sia una perdita di qualità da una copia all&#8217;altra. Per un file esiste anche un&#8217;altra proprietà che è quella che può essere duplicato senza costi. Quindi fare una copia di un film, o farne un miliardo, ha lo stesso costo = zero.</p>
<p>Questa è una sintesi dei motivi per cui scendo in campo, e prenderò modo parte in questi termini alla prima guerra digitale, la mia speranza è che molti si possano unire, a loro modo personale, perchè tutti insieme si può fare la differenza e abbattere il sistema. La mia speranza è il cambiamento radicale del paradigma di diffusione di cultura, arte, spettacolo e intrattenimento, di modo che si possa definitivamente sradicare il vecchio modo, oramai impraticabile, di gestire l&#8217;informazione e si possa trovare un modo nuovo, che dia libero accesso a tutti e che fornisca allo stesso tempo un rientro di una proporzione di copyright.</p>
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		<title>Galateo al ristorante</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 01:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono le norme di galateo quando si va al ristorante? Nel locale, entra prima l&#8217;uomo o la donna? Chi deve pagare il conto? Quali posate si usano prima? Queste e molte alre piccole questioni vengono risolte dalle regole del galateo. Diamo quindi dieci veloci punti riassuntivi, che ogni uomo deve assolutamente conoscere. Attenzione, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono le norme di galateo quando si va al ristorante? Nel locale, entra prima l&#8217;uomo o la donna? Chi deve pagare il conto? Quali posate si usano prima? Queste e molte alre piccole questioni vengono risolte dalle regole del galateo. Diamo quindi dieci veloci punti riassuntivi, che ogni uomo deve assolutamente conoscere. Attenzione, non ho detto “applicare”, è infatti bene che ognuno valuti e decida personalmente come comportarsi, con la consapevolezza però di quali siano le disposizioni in merito. Puoi passare con il semaforo rosso se hai fretta e non c&#8217;è nessuno, sapendo che è una violazione del codice e che se ci fosse un vigile nei paraggi, avresti la tua bella multa, anche se non arrivava nessuno e si vedevano tutte le strade per chilometri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>L&#8217;uomo entra per primo nel ristorante</strong>, e una volta entrato tiene aperta la porta per fare entrare la donna. Quando si esce dal ristorante è la stessa cosa, l&#8217;uomo esce per primo dal ristorante e tiene aperta la porta per fare uscire la donna. La regola è molto semplice se si capisce che l&#8217;uomo deve essere sempre “in mezzo” tra la donna e il possibile pericolo. Infatti per lo stesso motivo l&#8217;uomo, mentre tutti e due camminano sul marciapiede, starà dalla parte esterna; mettendosi quindi tra le macchine e la donna, in modo da proteggere da eventuali pericoli. Nell&#8217;avvicinarsi di un possibile pericolo dall&#8217;altro lato non si farà altro che invertire l&#8217;ordine, mettendosi sempre in mezzo tra l&#8217;eventuale pericolo e la donna. Quindi se il ristorante ha una bella vetrata, e si può chiaramente vedere l&#8217;interno, si farà precedere la donna, essendo maggiore il pericolo alle spalle di quello che potenzialmente si presenta davanti. Se all&#8217;uscita dovesse piovere è sempre l&#8217;uomo che deve tenere l&#8217;ombrello. Quando si arriva all&#8217;automobile è l&#8217;uomo che apre la porta per fare entrare la donna, e (quando si riesce) per farla uscire.</li>
<li><strong>La donna si deve sedere per prima</strong> a tavola e nel posto migliore e l&#8217;uomo deve scostare la sedia per fare sedere la donna. Se lei ha un soprabito è sempre l&#8217;uomo che lo prende e lo sistema.</li>
<li><strong>La persona che ha invitato dovrà pagare il conto</strong> e gestire le ordinazioni, rivolgendosi al cameriere e assaggiando per primo il vino. Se a fine cena lei dovesse fare il gesto di pagare si può risolvere quindi la questione non come un gesto maschilista ma come una semplice norma di galateo, quando inviterà lei sarà lei a pagare.</li>
<li><strong>Evitare l&#8217;uso del telefono</strong>, se si attende una telefonata importante bisogna comunicarlo in anticipo, in modo che il gesto di maleducazione sia attenuato. Si richiama l&#8217;attenzione del cameriere con un cenno e senza chiamarlo a voce o con rumori vari.</li>
<li><strong>Si inizia a mangiare quando tutti sono serviti</strong>, senza assaltare le portate. Nel caso di problemi di servizio o questioni con il cibo è chi ha invitato che dovrà farlo presente al cameriere. Non si mangia il pane o i grissini prima di iniziare la cena o tra una portate e l&#8217;altra. Il pane e i grissini vanno spezzati e non tagliati con il coltello o presi a morsi. Non si prende il cibo dal piatto altrui con la propria forchetta e nemmeno dai piatti di portata, si useranno quelle apposite.</li>
<li><strong>Non si parla con la bocca piena</strong>, e quando si mastica bisogna tenere la bocca chiusa. Non si beve nemmeno con la bocca piena. Non spezzettare il cibo in tante parti ma tagliare un pezzo alla volta, non fare bocconi troppo grandi.</li>
<li><strong>Il tovagliolo va appoggiato sulle ginocchia</strong> e, a fine pasto, riposto a sinistra del piatto. Se in tavola ci sono più di due posate, iniziare sempre da quella più esterna.Sedersi in posizione eretta, con la schiena non attaccata allo schienale della sedia e senza appoggiare i gomiti sul tavolo, ma tenendoli lungo i fianchi. Non chinarsi sul piatto per mangiare ma portare la forchetta alla bocca, mai portare alla bocca il coltello.</li>
<li><strong>Evitare di mangiare o bere in modo rumoroso</strong>, se invece dovessero scappare dei piccoli rumori corporei, evitare di scusarsi, gli altri potrebbero non avere sentito o preferire far finta di nulla. Evitare di fare la scarpetta col pane. Evitare di usare gli stecchini per i denti.</li>
<li><strong>Prima di bere ci si pulisce la bocca</strong> con il tovagliolo e non si beve con il mignolo alzato. A tavola non si dovrebbe mai fumare, in caso di luogo idoneo, mai prima del dessert. Mai augurare “buon appetito”, si dice porti sfortuna. Nel caso in cui rovesciaste il vino o del sugo sulla tovaglia, chiedere scusa una volta sola, ed evitare di pulire con qualche straccio.</li>
<li><strong>Finito di mangiare le posate devono essere disposte verticalmente sul piatto</strong>, con la forchetta con le punte in alto e il coltello appoggiato con la parte della lama rivolta verso la forchetta.</li>
</ol>
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		<title>Collezione Breil</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 19:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei più importanti accessori maschili è senza dubbio l&#8217;orologio, il suo rilievo risiede ideologicamente nella capacità di mantenere l&#8217;ora perfetta, senza scarti. Metaforicamente è il simbolo dell&#8217;essere padroni del proprio tempo. Teoricamente è la capacità di essere puntuali e, secondo le proprie decisioni, di essere in un luogo prestabilito nell&#8217;ora prestabilita. In pratica l&#8217;orologio è semplicemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei più importanti accessori maschili è senza dubbio l&#8217;orologio, il suo rilievo risiede ideologicamente nella capacità di mantenere l&#8217;ora perfetta, senza scarti. Metaforicamente è il simbolo dell&#8217;essere padroni del proprio tempo. Teoricamente è la capacità di essere puntuali e, secondo le proprie decisioni, di essere in un luogo prestabilito nell&#8217;ora prestabilita. In pratica l&#8217;orologio è semplicemente uno status symbol, una ostentazione di benessere (nei confronti degli altri uomini) e uno specchietto per le allodole (nei confronti delle altre donne, che penseranno di poter capire qualcosina di voi, guardando il vostro orologio).  Risulta quindi fondamentale la scelta del proprio orologio, dovendo o volendo raffrontarsi con molte realtà sociali, in cui che vi piaccia o meno, si viene valutati per prima cosa dall&#8217;impatto visivo.</p>
<p>Per aiutare in questa scelta proponiamo la collezione di orologio da uomo della Breil, le linee sono molteplici, gli orologi moltissimi. Per ogni design è stato dedicato uno spazio approfondito in  cui potrete scoprire tutti i prezzi di ogni modello breil e volendo dove acquistarlo online.</p>
<p> </p>
<h2><a title="breil milano" href="http://www.cosedamaschi.com/orologi-breil-uomo-milano/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Breil Milano</span></a> - prezzi da € 405 a € 1305 -</h2>
<h2><a title="breil mediterraneo" href="http://www.cosedamaschi.com/orologi-uomo-breil-mediterraneo/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Breil Mediterraneo</span></a> - prezzi da € 280 a € 950 -</h2>
<h2><a title="breil eros" href="http://www.cosedamaschi.com/orologi-uomo-breil-eros/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Breil Eros</span></a> - prezzi da € 178 a € 256 -</h2>
<h2><a title="breil manta" href="http://www.cosedamaschi.com/orologi-breil-uomo-manta/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Breil Manta</span></a> - prezzi da € 289 a € 1925 -</h2>
<h2><a title="breil mediterraneo shosholoza" href="http://www.cosedamaschi.com/orologi-uomo-breil-mediterraneo-shosholoza/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Breil Mediterraneo Shosholoza</span></a> - prezzi da € 351 a € 390 -</h2>
<h2><a title="breil logo" href="http://www.cosedamaschi.com/orologi-uomo-breil-logo/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Breil Logo</span></a> - prezzi da € 216 a € 306 -</h2>
<h2><a title="breil palco" href="http://www.cosedamaschi.com/orologi-uomo-breil-palco/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Breil Palco</span></a> - prezzi da € 261 a € 855 -</h2>
<p> </p>
<p> </p>
<p>I prezzi degli orologi breil, indicati nel sito, sono riferiti ai modelli in vendita presso <a href="http://www.kronoshop.com"><strong>www.kronoshop.com</strong></a><strong> ,  </strong><a href="http://www.russogioielli.com"><strong>www.russogioielli.com</strong></a><strong> ,  </strong><a href="http://www.watchworld.eu/"><strong>www.watchworld.eu</strong></a><strong> , </strong><a href="http://www.watchwear.com"><strong>www.watchwear.com</strong></a><strong> , </strong><a href="http://www.sunnywatches.com/"><strong>www.sunnywatches.com</strong></a> <strong>e </strong><a href="http://www.gioielleriabaravelli.com"><strong>www.gioielleriabaravelli.com</strong></a><strong> .</strong></p>
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		<title>I Problemi dell&#8217;andare a Convivere insieme</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 20:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Andare a vivere insieme è una scelta che viene spesso abbracciata con gioia ed entusiasmo (almeno da una delle due parti), ci si lancia nella convivenza con tutte le proprie energie e con la testa piena di sogni, i problemi però sono dietro l&#8217;angolo e si nascondono nell&#8217;ombra del non dialogare, e nello slancio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andare a vivere insieme è una scelta che viene spesso abbracciata con gioia ed entusiasmo (almeno da una delle due parti), ci si lancia nella convivenza con tutte le proprie energie e con la testa piena di sogni, i problemi però sono dietro l&#8217;angolo e si nascondono nell&#8217;ombra del non dialogare, e nello slancio di un amore appassionato non ci si ferma a slegare i piccoli nodi che inevitabilmente si formano, e si finisce per schiantarsi contro la muraglia dell&#8217;intolleranza e incomunicabilità. I vari punti legati ai problemi della convivenza e dell&#8217;andare a convivere tra partner, sono stati analizzati uno alla volta, qui ne viene fatta una breve sintesi e si può approfondire singolarmente ognuno dei casi cliccando sul titolo. Trattare tutto in una sola pagina sarebbe stato poco pratico, quindi per chi vuole avere una panoramica basterà la lettura di quanto segue, per gli è invece possibile trovare un preciso approfondimento di ogni caso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="il problema dei parenti" href="http://www.cosedamaschi.com/problema-dei-parenti/" target="_blank"><strong>Il problema dei parenti (qui la versione estesa di questo punto)</strong></a></p>
<p>Il problema dei parenti è legato alle preesistenti situazioni relazionali, nello specifico ci possono essere problemi legati a questioni di: problemi di controllo, influenze di giudizi e invasione della privacy, prestiti di soldi o cose, invasione dell&#8217;intimità della coppia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="il problema dei soldi" href="http://www.cosedamaschi.com/il-problema-dei-soldi/" target="_blank"><strong>Il problema dei soldi (qui la versione estesa di questo punto)</strong></a></p>
<p>Quando si va a convivere, e spesso anche quando si decide si sposarsi, non si affronta con abbastanza serietà il problema del denaro. Bisogna rispondere alla domanda:” conto separato o conto unico?”. Le implicazioni sono varie: il versamento degli stipendi, spese per la casa, affitto e ristruttazioni varie, eventuali contratti assicurativi, l&#8217;intestazione delle assicurazioni, bolli, contratti telefonici, luce e gas, la suddivisione delle spese, la proprietà e la spesa di casa e auto, la decisione legata ad acquisti evitabili e per finire alcuni ragionamenti su eventuali spese mediche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="il problema del dominio" href="http://www.cosedamaschi.com/il-problema-del-dominio/" target="_blank"><strong>Il problema del dominio (qui la versione estesa di questo punto)</strong></a></p>
<p>La casa, e la stessa relazione sono un insieme, in cui i due partner sono inseriti. Questo insieme è il territorio in cui entrano in gioco forze primordiali, e in cui si scatena, sempre, una lotta per il territorio. Analizziamo tutti i vari casi in cui possiamo ravvisare una lotta per il dominio contro il partner o contro estranei. Ci sono casi di acquisizione di potere legato al ricoprire delle mansioni specifiche, reazioni contro gli estranei alla coppia (tra cui amici e partenti), gestione dell&#8217;immagine della coppia e modifica dell&#8217;habitat,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="il problema del sonno" href="http://www.cosedamaschi.com/il-problema-del-sonno/" target="_blank"><strong>Il problema del sonno (qui la versione estesa di questo punto)</strong></a></p>
<p>Il sonno presenta una grandissima rosa di problemi, spesso veramente poco risolvibili. Inolre, quando si pensa (prima di convivere) ad andare a letto insieme, lui lo immagina come fosse un infinito film porno, in cui si riposa mezzora a notte, lei come al principe di Inghilterra che soggiace in pigiama di seta accanto alla sua principessa in camicia di notte di pizzo. I problemi che si aprono su questo punto di vista sono svariati: si parte dalle cose che possono disturbare il partner mentre dorme, ai vari rituali e abitudini personali con le difficoltà di integrazione, si arriva ai problemi legati alla ipotetica disponibilità 24h su 24h del sesso e a come un cattivo uso dell&#8217;intimità possa distruggere la vita di coppia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="il problema del farsi problemi" href="http://www.cosedamaschi.com/problema-del-farsi-problemi/" target="_blank"><strong>Il problema del farsi problemi (qui la versione estesa di questo punto)</strong></a></p>
<p>Ci sono due problemi che bisogna analizzare attentamente, il problema dell’ipotesi dei problemi e della conseguente auto soluzione e il problema dello sminuire dei problemi con il conseguente accantonamento. Con questo si intende i casi in cui una delle due parti ipotizza dei problemi in base alla parte di dati che conosce dell&#8217;altro e attiva dei comportamenti preventivi, e all&#8217;altro caso in cui si pensa di mettere da parte inezie e piccolezze, che invece si accumulano e diventano inaffrontabili. Si analizzerà quindi il problema della gestione del dialogo in molti aspetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="il problema del bagno" href="http://www.cosedamaschi.com/problema-del-bagno/" target="_blank"><strong>Il problema del bagno (qui la versione estesa di questo punto)</strong></a></p>
<p>Il bagno, il suo utilizzo, e l’igiene in se stessa, creano una concatenazione di problemi che non è mai presa in analisi, si tende a ignorare quello che è comodo, la pigrizia infatti è uno dei motori più potenti dell’universo. La carrellata di punti è molto vasta, dalle cose che possono dare fastidio a lei, a quelle che possono dare fastidio a lui, alle questioni di gestione dell&#8217;intimità e della confidenza e cosa comporta. Nell&#8217;approfondimento potrete anche trovare la soluzione dell&#8217;antichissimo <a title="ilp problema della tavoletta del water" href="http://www.cosedamaschi.com/problema-della-tavoletta-del-water/" target="_blank">problema della tavoletta del water</a>, alzata o abbassata? Tutto risolto finalmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="il problema della solitudine" href="http://www.cosedamaschi.com/il-problema-della-solitudine/" target="_blank"><strong>Il problema della solitudine (qui la versione estesa di questo punto)</strong></a></p>
<p>Lo stato di solitudine è naturale e, che sia in piccole dosi, o in grandi dosi, è necessario restare con noi stessi. Per alcuni basta occuparsi di qualcosa e identifica il bisogno di quell’attività con il bisogno relativo alla solitudine. Ma cosa succede nella convivenza a questo spazio personale? Segue un&#8217;analisi di vari modi per integrare il proprio spazio nella coppia o nella famiglia con alcune soluzioni per chi non riesce a ricavarsi un momento personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="il problema della retromarcia" href="http://www.cosedamaschi.com/il-problema-della-retromarcia/" target="_blank"><strong>Il problema della retromarcia (qui la versione estesa di questo punto)</strong></a></p>
<p>Questo è il problema più grande. Una volta che una coppia procede nel suo percorso e va a convivere, non può tornare indietro. La coppia può andare ancora avanti e sposarsi oppure continuare a convivere oppure le due persone si possono dividere e lasciarsi. Non succede mai che due persone che convivono, tornino a vivere ognuno per conto proprio, rimanendo fidanzati. Segue un analisi del problema nei suoi vari punti con le proposte, consigli e soluzioni per le giovane coppie che stanno preparandosi alla convivenza o per chi ha già intrapreso la strada di andare a vivere insieme e sta incontrando i primi ostacoli.</p>
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		<title>Comprendere l&#8217;Autostima</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 20:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si quantifica il valore di un uomo? Nello specifico, come un uomo quantifica il valore di un altro uomo? Non voglio lasciarmi trasportare da teorie vaghe, su questo punto voglio proprio mettere in campo i numeri, voglio dare un voto all&#8217;uomo. E&#8217; così importante riuscire a tirare fuori questa radice dalla terra, che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si quantifica il valore di un uomo? Nello specifico, come un uomo quantifica il valore di un altro uomo? Non voglio lasciarmi trasportare da teorie vaghe, su questo punto voglio proprio mettere in campo i numeri, voglio dare un voto all&#8217;uomo. E&#8217; così importante riuscire a tirare fuori questa radice dalla terra, che ci azzarderemo a una teoria che risolva il problema in modo generale. Diamo una formula che ognuno possa usare, che ogni maschio di questo pianeta possa utilizzare per quantificare il valore di ogni uomo, e il valore di se stesso. E&#8217; stata una bella sfida, ma più avanti sarà svelata l&#8217;importanza vera di comprendere perfettamente come un uomo valuta un uomo e come un uomo valuta una donna. Capita di sentirsi inferiori a qualche uomo, come mai? Capita di vedere una donna e valutarla inarrivabile. “No, lei è fuori dalla mia portata”. Come mai? Capita di sentirsi non adeguati, come se fossimo inferiori “in generale”. Come mai?. Con alcune donne si riesce a parlare, con altre ci si blocca e si suda freddo, ci si sente insicuri. La risposta te la dovrai guadagnare, perché comprendere non dipende solo da me, ma dovrai collaborare in questo percorso, che non sarà facile e non sarà breve, il premio è però molto importante, il premio è migliorare ogni relazione con tutti gli esseri umani.</p>
<p>Inizio col dire che tu hai un modo di valutare gli uomini diverso dal mio, diverso dal tuo vicino di casa, diverso da quello che potrebbe avere un ragazzo belga o da uno svedese. Il principio però è lo stesso, ed è molto semplice. Perché non è chiaro? Perché ci vergogniamo ad ammetterlo e quindi evitiamo di pensarci. Chiariamo quindi subito questo punto: per ottenere la vera risposta dovrai mettere da parte la vergogna, almeno tra te e te. Ci sono tante fette di prosciutto da levare.</p>
<p>Partiamo dal pratico. Tu valuti tutti gli uomini. Tutti quanti gli uomini con i quali hai la minima interazione passano attraverso una valutazione. E&#8217; una valutazione automatica, che emette un risultato immediato, anche se il calcolo è molto complesso. La necessità che ha ogni uomo di valutare il prossimo è istintiva, è necessario rendersi conto del valore del prossimo e se abbiamo davanti una minaccia o meno. Ovviamente non viene quantificato in un numero preciso, anche se la valutazione è molto più precisa di quello che si possa immaginare.</p>
<p>Ma siamo tutti veramente diversi. Si ed è per questo che da persona a persona ci saranno diverse proporzioni. Ovvero i vari settori o aree di interesse, avranno più o meno rilievo. Vediamo subito qualche esempio. Ne ipotizzo uno personale (non vero ma plausibile):</p>
<p>Collego ogni settore ad una variabile da 0 a 100, ogni area quindi potrà avere un numero variabile da un minimo di 0 a un massimo di 100. Per ogni settore dovrò anche ipotizzare cosa è per me il minimo e il massimo. Dimostrerò con il primo esempio il motivo di questa necessità.</p>
<p>facciamo quindi tutti gli esempi che possiamo fare, cosa può essere rilevante nel settore fisico, della bellezza, economico, del carattere, ogni cosa che possiamo rilevare e catalogare&#8230; questo link porta all’approfondimento sui settori, la prima parte, la seconda parte la vedremo più avanti col discorso. <a title="settori parte 1" href="http://www.cosedamaschi.com/settori-parte-uno/" target="_blank">CLICCA QUI Per l&#8217;approfondimento sui <strong>settori &#8211; parte 1</strong></a></p>
<p>Dopo aver letto,anche senza troppa cura, i primi 15 settori, sarà già ovvio, e illuminato bene nella mente, un concetto che adesso tiriamo fuori in modo chiaro. Non tutti i settori hanno lo stesso valore. Ognuno di noi ha almeno 3 gruppi di settori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gruppo 1, i fondamentali (le caratteristiche che non possono mancare, quelle sacre e irrinunciabili) . Gruppo 2, i rilevanti (quello che è importante, che ha il suo peso e che fa la differenza, ma che se dovesse mancare non farebbe crollare il mondo).</p>
<p>Gruppo 3, gli altri (tutto quello che si nota, e riusciamo a rilevare in un qualsiasi modo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Possiamo quindi fare una piccola approssimazione statistica, e dire che, in linea di massima il valore del gruppo uno ha un moltiplicatore x5, gruppo 2 un x2, e gruppo 3 x1.</p>
<p>Questo vuole dire che se la persona che sto valutando ha un fisico che valuto 50, e il fisico è una caratteristica nel mio gruppo 1, allora il 50 sarà moltiplicato per 5, dando un 250.</p>
<p>Facciamo un esempio quindi pratico, (lo faccio a caso, giusto per capirsi meglio):</p>
<p>divido i vari settori, e metto ogni variabile nel suo gruppo</p>
<p>G1[(a,d,g,l,o)*5] + G2 [(b,e,h,m,p)*2] + G3 [(c,f,i,n,q)*1] = V</p>
<p>dove G1 è il gruppo uno, e al suo interno le variabili sono moltiplicate per 5, G2 il gruppo due, e le variabili al suo interno moltiplicate per 2, e G3 il gruppo 3, e al suo interno le variabili sono moltiplicate per 1, quindi invariate. V è il valore che risulta dal nostro calcolo.</p>
<p>Se assegnate ad ogni variabile un valore, avrete il risultato numerico finale.</p>
<p>Ti avevo promesso una cosa all&#8217;inizio, ovvero che c&#8217;era anche altro in ballo. E iniziamo quindi a dare fuoco alle polveri a a scoprire l&#8217;importanza di tutta questa carne sul fuoco.</p>
<p>Ti vorrei dire, prova. Davvero vorrei dirti di prendere un pezzo di carta, dividere i settori in 3 gruppi, e prova a fare un semplice esercizio, dai un valore a te stesso.</p>
<p>Non te lo dico però, perché conosco abbastanza la gente per sapere che sei troppo pigro per farlo, e che è già un miracolo se sei arrivato a leggere fino a qua. Se tu lo facessi però potrebbe cambiare la tua vita, per sempre. Ma forse ci tornerai su dopo, anche solo per un attimo, anche solo per un calcolo a mente, grossomodo, in realtà anche quello basterebbe. Anzi guarda, lascia stare, rimanda alla fine, che tanto le carte in tavola cambieranno completamente.</p>
<p>Visto che non lo farai, facciamo una piccola approssimazione. Facciamo finta che tu l&#8217;abbia fatto e che dei 15 settori, tu abbia 5 settori nel gruppo 1, 5 nel due e 5 nel tre.</p>
<p>Facciamo che tu ti sia dato un 30 in ogni settore. È molto poco, ma facciamo finta che tu sia una mezza calzetta che ha solo 30 in ogni settore. Il calcolo da quindi g1 (150*5) + g2 (150*2) + g3 (150) = 750 + 300 + 150 = 1200</p>
<p>Facciamo quindi finta, che, il tuo valore di mezza calzetta, sia 1200.</p>
<p>Preparati perché ti devo rivelare due cose fondamentali.</p>
<p>Primo risultato pratico. Quando vedi un altro uomo, non hai modo di rilevare subito le informazioni per quantificare tutti i settori, solitamente hai solo una valutazione su quello che vedi, fisico, bellezza, stile, equilibrio e sicurezza e qualche volta comportamento e possedimenti. L&#8217;errore inconsapevole che facciamo è quello di attribuire ai settori di cui non abbiamo informazioni, un valore di “media”. Facciamo quindi il caso che abbiamo 5 settori che possiamo valutare, in questi gli diamo 50, 70, 50, 80, 50. (la somma / i campi da la media, in questo caso 300/5 = 60). Riempiremo quindi con questo 60 i valori che non conosciamo. E quanto poco conosciamo del prossimo pensando che sulla maggior parte dei dati noi prendiamo per “buona” la sua parola e quanto manifesta e non sappiamo invece il dato reale.</p>
<p>Con un uomo che reputiamo di valore superiore a noi il nostro atteggiamento cambierà, come? Ognuno reagisce in modo diverso, chi cerca approvazione, chi cerca di compiacere, chi sfida, chi entra in competizione. Ognuno qui si guardi nelle sue mutande e faccia i conti.</p>
<p>Secondo risultato pratico. E qui casca l&#8217;azimuth. L&#8217;uomo valuta la donna con una differente scala di valori. Richiede alla donna cose differenti e quindi il sistema di valutazione è differente, ma il procedimento e l&#8217;unità di misura è la stessa. Facciamo un freno a mano però, perché non posso rischiare che questo concetto non si capisca. Comprenderlo cambierà completamente l&#8217;ottica delle cose.</p>
<p>Ipotizziamo una scala di valutazione uomo verso donna.</p>
<p>Gruppo 1 (valori fondamentali)x5 + Gruppo 2 (valori rilevanti) x 2 + Gruppo 3 (valori rilevabili).</p>
<p>Esempio abbastanza valido per quasi tutti i maschi</p>
<p>Gruppo 1 (fisico, bellezza,sicurezza)</p>
<p>Gruppo 2 (stile + pulizia+denaro necessario per “mantenerla”)</p>
<p>Gruppo 3 (tutto il resto)</p>
<p>Ovviamente i parametri cambiano, in pulizia ci sono i profumi e i trucchi, in sicurezza c&#8217;è il fattore di dimostrazione di disponibilità o quanto se la tira, il denaro per “mantenerla” è inteso quanto noi pensiamo sia necessario spendere per conquistarla o stare con lei, nello stile se è vestita con accessori vistosi o di classe o con cose da poco, poi ovviamente in tutti questi settori vale lo stesso discorso di prima, ognuno deve definire quello che ritiene lo zero e il cento per se stesso.</p>
<p>La sconvolgente notizia è che anche per la donna, l&#8217;equazione da un numero. E anche in questo caso ci basiamo su pochissimi dati, tutti superficiali o dedotti, e che applichiamo la media sugli altri.</p>
<p>Vogliamo fare un esempio pratico?</p>
<p>Una ragazza bellissima, da 85, con un fisico da 85, una di quelle che ti guardano dall&#8217;alto in basso, sicura di se, che non mostra alcuna emozione, 85. Curata e molto ben truccata, 85 e 85, e che pensiamo dovremo spendere un sacco per conquistare, il classico pensiero che con “lei” si dovrà andare a mangiare fuori spesso, regali costosi. Soliti pensieri che tutti abbiamo fatto. Il resto delle caratteristiche non le possiamo sapere, ma come per gli uomini applicheremo la media di 85.</p>
<p><a name="DDE_LINK"></a>Allora avremo g1(85+85+85*5=1275) + g2 (85+85+85*2=510) + g3 (valore medio 85 applicato a 9 categorie restanti ignote = 765). = 2550</p>
<p>Primo assioma assurdo: La componente estetica è la metà del voto globale.</p>
<p>Secondo assioma dell&#8217;assurdo. Circa un terzo del valore è dedotto senza alcun dato.</p>
<p>Terzo assioma dell&#8217;assurdo. Il nostro amico mezza calzetta da 1200 si sente inferiore a lei già solo per l&#8217;estetica. Basta quella a schiacciarlo, il resto lo sotterra. Il totale è più del doppio.</p>
<p>Un totale del doppio basato su questioni tutte quante superficiali eccetto l&#8217;equilibrio e la sicurezza, che sono variabili di proiezione, che deduciamo dal linguaggio del corpo e dai modi di fare ma sulle quali non abbiamo alcuna vera sicurezza di contenuto.</p>
<p>Cosa è davvero l&#8217;autostima? Te l&#8217;ho appena spiegato, come forse nessuno ha mai fatto fino ad ora, con i numeri. L&#8217;autostima è quanto tu valuti te stesso. Che numero dai a te. E quello è un numero vero, che si basa sui dati. Sul quale puoi interagire, migliorando te stesso. Non sei schiavo di questo numero, ma puoi ottenere molti progressi, sapendo per esempio, su quale gruppo agire.</p>
<p>Il valore che dai agli altri, se impari a darlo solo per i dati verificati, si abbassa in un modo che non puoi comprendere adesso. Prima devi metabolizzare la questione e mettere in pratica. Quando la valutazione non è più inconscia, e finalmente la metti in luce e la scopri dal velo del mistero, tutti i punti di quelli intorno a te, iniziano ad abbassarsi.</p>
<p>Valutando bene potrai anche cambiare la tua idea sull&#8217;importanza di qualcosa, e un fattore che fino a ieri era nel gruppo 1 potrebbe passare al gruppo 2, o 3. Questo cambierà il modo in cui tu valuti tutti, te compreso.</p>
<p>Le donne? Fino a che l&#8217;equazione è inconscia sei fottuto. A meno di non avere una super autostima di te stesso. Oppure puoi cercare di dire a te stesso “non voglio valutare una donna superiore a me per questioni estetiche e superficiali”. Se riesci a fare questo puoi avvicinare le donne più belle del mondo e parlare tranquillamente. La bellezza sarà solo un dato come gli altri e non più un datox5.</p>
<p>Se smetti di ipotizzare che sia intelligente e sensibile e pura e magica tanto quanto è bella, e aspetti a conoscerla, prima di valutarla con una media, allora lei non potrà superarti in valore, almeno non prima di averla conosciuta bene.</p>
<p>Come può tutto il tuo valore essere inferiore alla sola sua appariscenza? Non può, non deve.</p>
<p>C&#8217;è un punto fondamentale, ed è che ci comportiamo in un certo modo con chi reputiamo di valore superiore, e in un modo completamente diverso con chi reputiamo inferiore. In altro ancora con i “Pari”. Che non si dica “no, non è vero”, se non si è in grado di comportarsi in modo naturale con le donne più belle. Se lo stato delle cose non ti piace cerca di migliorarle non di non vederle.</p>
<p>Come migliorarle?</p>
<p>Migliorando il proprio voto , con un lavoro sulle caratteristiche che lo determinano</p>
<p>Migliorando l&#8217;equazione valutativa uomo verso uomo che determina il proprio voto</p>
<p>Migliorando l&#8217;equazione valutativa uomo verso donna che determina il tuo voto su di lei</p>
<p>(le ultime due cose si possono fare solo con molto ragionamento e lavoro interiore, e per quel tipo di cose, ognuno ha la sua strada e non posso dare una mano).</p>
<p>Con queste informazioni avete in mano lo strumento per cambiare la vostra vita e la relazione con tutti gli esseri umani, compresa la relazione con voi stessi, perché&#8230; ultima info. Ognuno di noi è convinto di dover avere come minimo un certo voto, e se il voto è inferiore.. beh, niente di buono in quel caso ci sentiamo inadeguati e frustrati. Detto questo, detto tutto, diamoci dentro per migliorare tutto il migliorabile, equazioni prima di tutto!.</p>
<p>Arrivati a questo punto sembra tutto risolto. Invece manca ancora un fattore importantissimo. Bisogna infatti complicare un po&#8217; le cose per poter comprendere davvero a fondo. Dobbiamo quindi capire con che metro di valutazione le donne misurano gli uomini. Perché, per riuscire ad attrarre una donna, è fondamentale che lei valuti l&#8217;uomo con un punteggio superiore a quello che lei da a se stessa. Fortuna vuole che lei non misura se stessa con il metro che l&#8217;uomo usa per le donne.</p>
<p>Per approfondire veramente dobbiamo quindi complicare un po&#8217; le cose e raggiungere la vera equazione. Infatti per poter spiegare il concetto ho semplificato le cose, ma adesso che molto è stato svelato, possiamo aggiungere altra carne sul fuoco.</p>
<p>I valori infatti non vanno da zero a cento. Vanno da -100 a 100. E questa è una complicazione stupenda, che poi vedremo come ci tornerà utile e fondamentale.</p>
<p>Vediamo ora delle nuove sezioni, analizzando il metro che la donna usa per l&#8217;uomo, queste sezioni ovviamente sono valide anche per il metro dell&#8217;uomo verso l&#8217;uomo, basta ricordarsi che vanno contestualizzate per ogni individuo. E quindi bisognerà definire ogni volta il -100 lo zero e il 100.</p>
<p>Ma iniziamo subito a vedere le sezioni che ogni donna inserisce nella sua equazione. <a title="settori , parte 2" href="http://www.cosedamaschi.com/settori-parte-due/" target="_blank">Questo è il link che porta all’approfondimento sui<strong> Settori, la seconda parte</strong>.</a></p>
<p>Anche in questo caso, le sezioni possono essere infinite, ogni persona ha le sue colonne portanti e le cose a cui presta più attenzione. Ma queste nuove informazioni portano alla vera soluzione su come poter risolvere la problematica.</p>
<p>Basta infatti pensare a quali caratteristiche siano importanti, capire cosa è importante che lei abbia, qualcosa che non sia estetico, qualcosa di fondamentale che però non sia visibile subito.</p>
<p>Per esempio, per qualcuno potrebbe essere importante che lei sia simpatica, o intelligente, o dolce, o passionale, o femminile, elegante, che sappia dialogare, etc etc. L&#8217;elenco potrebbe essere infinito ma la cosa importante è che sia qualcosa di fondamentale. Una volta fatto questo passo, bisogna consapevolmente smettere di regalare voti in base alla media.</p>
<p>Il processo di auto attribuzione di voto medio è naturale, è automatico, se ti dico che in un sacco di sono 100 palline, e ne tiri fuori 99 che sono bianche sarai portato a dire che anche la centesima è bianca, ma questo non è affatto detto. Se da una porta devono uscire 100 persone e ne escono 99 vestite di verde, sarai propenso a dire che anche l&#8217;ultima sarà vestita di verde. Ci sono alcune eccezioni sul discorso della media e si basano sulle serie di ripetizioni, ma non è una differenza tanto importante da contare qualcosa. L&#8217;importante è prepararsi e agire in modo consapevole, in questo modo non si attiva il processo automatico. Come farlo? Attivando un processo automatico contrario. Per esempio: Per me è importante che una donna sia intelligente, è una cosa fondamentale. Dirò a me stesso che una donna più è bella e meno è intelligente e questo fino a prova contraria. In questo modo attribuisco un valore negativo in automatico, proporzionale al valore positivo, e questo permetterà di avere, nel dubbio, un punteggio più favorevole.</p>
<p>Attribuire un valore negativo medio è però quasi impossibile, quello che succede è che il voto non viene applicato, si crea un cortocircuito che permette di inibire l&#8217;autovotazione positiva.</p>
<p>Più sono le componenti fondamentali che riescono a passare nella prima categoria meglio è. L&#8217;importante è che sia vero, non si può barare con i calcoli, si possono solo rendere più accurati rendendoli consapevoli, e sempre rendendoli consapevoli si può interagire con loro.</p>
<p>L&#8217;altro lato importante è che partendo con una valutazione media negativa, quindi nel dubbio togliendo punti, si potrà avere un approccio molto più naturale e che farà capire a lei che sei interessato a lei come persona, e che non andrà bene in ogni caso. Succedono tante cose meravigliose a non dare per scontato il valore positivo.</p>
<p>Anche perché devi ricordare che, il fatto che al gruppo 1, corrisponda un moltiplicatore x5 è solo una approssimazione statistica, per lei al gruppo 1 potrebbe corrispondere un moltiplicatore x100, e potrebbe quindi rifiutarti direttamente su due piedi anche solo perché percepisce che tu pensi che il suo punteggio sia superiore al tuo. -100 x 100 = -10.000 game over.</p>
<p>Il tutto si risolve quindi lavorando su tutti i versanti. Perché non si può prendere in giro se stessi e il valore che verrà fuori non è quello che vorremmo ma quello che davvero pensiamo. Bisogna quindi cambiare il modo di pensare, e c&#8217;è un solo modo per farlo, Migliorando il modo di pensare. Se tu pensi che lei sia bellissima, non potrai cambiare idea. Quello è un valore che lei ha e non glielo puoi levare. Però puoi e devi smettere di pensare che visto che è bella sarà anche intelligente e dolce e passionale, e tutte le altre belle cose che proietti su di lei. Quelli sono pensieri automatici che si basano sul niente, sono voti che non ha senso dare e smettere di regalare punti è un primo passo. Il secondo è capire cosa è fondamentale, smettere di pensare solo al suo culo e mettere in campo anche le altre esigenze. Non è vero che non ce ne sono. Facendo un lavoro di catalogazione e di selezione si può capire, in modo consapevole, tutte le cose che sono veramente importanti e sulle quali si può essere categorici, super esigenti. Facciamo un esempio, è importante capire fino in fondo.</p>
<p>Poniamo che per me sia fondamentale che lei sia intelligente. Esempio: Vedo una bellissima ragazza che sta scrivendo qualcosa, seduta su una panchina del parco. Alza gli occhi, ci guardiamo, vado da lei e iniziamo a parlare, dopo due minuti mi rendo conto che è cretina come un comodino. Senza fretta chiudo il discorso, mi alzo e me ne vado. Perché a quel punto ha perso così tanti punti che il suo valore è troppo basso e perdo ogni interesse.</p>
<p>Una componente è da gruppo uno quando influisce veramente, non quando “ma si va bene uguale”.</p>
<p>Fatevi aiutare dalle storie passate, mettete in rassegna tutte quelle cose che vi fanno scadere una ragazza, tutte quelle cose che distruggono l&#8217;attrazione e lo stare bene e tutte quelle cose che invece sono fondamentali per stare bene e per essere felici. Fate una bella lista di variabili e poi, quando conoscete una ragazza, ipotizzate il peggio e andate a verificare. Vi aiuterà a ristabilire un equilibrio iniziale.</p>
<p>Ricorda infine, che lei baserà la sua valutazione su quello che vedrà. Ma come abbiamo visto, non tutto è estetica, le variabili che abbiamo elencato in tutto sono 21, ovviamente ce ne possono essere centinaia. Ma l&#8217;attrazione è questione di poco, non c&#8217;è il tempo per mettere in campo tutto quanto.</p>
<p>La valutazione su se stessi è poi fondamentale per vivere bene, è quella che tutti continuano a chiamare autostima, che è niente di meno che la stima di se. Ora che sei arrivato alla fine di questo testo potrai capire quanto è fondamentale che tu renda cosciente la stima di te stesso, quel valore è il perno della valutazione tra te e ogni essere umano. Puoi avere un controllo su quel valore solo se capisci su quale equazione si basa e poi lavori per migliorare l&#8217;equazione e migliorare il valore delle variabili. Ora Spero tornerai indietro e prenderai un foglio di carta, scrivendo almeno le tue variabili fondamentali, cerca di capire chi stimi e perché lo stimi, cosa ti colpisce nell&#8217;altro, stimi gli altri uomini con lo stesso metro con cui stimi te stesso, se invidi qualcuno perché lo invidi? Quale variabile entra in gioco in quel caso? Rispetti qualcuno? Per quale motivo lo rispetti. Detesti qualcuno, per quale motivo? Trova le scale e per ogni scala le variabili di -100, 0 e 100 e datti dei punteggi. Hai dei punteggi negativi? Mettiti al lavoro subito per risolverli. Se riesci ad essere onesto con te stesso, potrai finalmente fare completa chiarezza e risolvere la situazione. Dai un punteggio a te stesso e poi cerca di capire che equazione metti in campo per valutare la donna. Quando sarai davanti a una creatura meravigliosa il tuo punteggio ti verrà in aiuto, e se non le regalerai nessun punto e avrai in mente chiaramente quello che vuoi, avrai una grande marcia in più, e una sicurezza che solo la consapevolezza e la responsabilità di essere quello che sei, ti può dare.</p>
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		<title>Superare la timidezza</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 09:19:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi soffre di timidezza non lo dirà, se lo dicesse sarebbe già un gesto di apertura e un segno di risoluzione verso il mondo esterno. Per questo forse non ci si rende conto di quanta gente soffre di timidezza. Semplicemente non lo dicono. Non agitano bandiere, non indossano magliette o cappellini con scritte: “baciami, perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi soffre di timidezza non lo dirà, se lo dicesse sarebbe già un gesto di apertura e un segno di risoluzione verso il mondo esterno. Per questo forse non ci si rende conto di quanta gente soffre di timidezza. Semplicemente non lo dicono. Non agitano bandiere, non indossano magliette o cappellini con scritte: “baciami, perché io sono troppo timido per farlo”. Oppure “Non giudicarmi per quello che mostro, sono semplicemente timido”.</p>
<p>Si legge spesso in giro su come superare la timidezza, e anche in questa sede si vuole provare lo stesso tentativo ma da un lato differente. Quello che si trova in giro è una cura del sintomo. Come a dire “hai il raffreddore? Prendi questa pastiglia”. Se però la timidezza non è stata ancora debellata è forse perché la questione è un po’ meno semplice di quanto vogliono fare credere.</p>
<p>Io ero timido, quindi conosco il problema in prima persona e sono anche consapevole della soluzione. Ma la mia soluzione non è applicabile con tutti quanti, ed è questo forse che differenzia di più il seguito, la voglia di accettare la questione in linea generale, senza per forza connotarla in modo personale, come spesso si fa. Dicendo soltanto come ho risolto IO aiuterei solo chi è molto simile a me, gli altri non potrebbero farsene niente, anzi, fallendo, si sentirebbero ancora più piccoli.<br />
Me la prenderò con molta, con questo tema, sapendo che le persone timide hanno una grande pazienza e una grande perseveranza. D’altronde non avrebbe alcun senso che questo testo lo leggesse qualcun altro. Sistemiamoci comodi e procediamo nel viaggio.</p>
<p>La parte più semplice e lunga è definire la timidezza. Ma è anche la parte più importante, perché solo comprendendo la vera natura della timidezza si potrà procedere con un po’ di sicurezza, e addentrarci sempre più profondamente nella comprensione della situazione.</p>
<p>Non ho detto addentrarci nel problema, perché in effetti la timidezza non è un vero problema. La timidezza ha degli effetti spiacevoli, delle conseguenze che si preferirebbero evitare, ma non iniziamo a trattarla come un problema, teniamo ancora la mente aperta e analizziamo la questione senza giudizi affrettati.</p>
<p>Concediamoci quindi il lusso di guardare alla situazione senza giudicare, teniamo le dita al loro posto, senza che puntino qualcuno o qualcosa, senza accusare o voler mettere qualcuno o qualcosa sulla forca. Semplicemente guardando, cosa possiamo dire della timidezza?. Nulla.</p>
<p>La persona timida sembra non reagire al mondo esterno, ci sono quando va bene dei segnali del linguaggio del corpo che “parlano”. Arrossamento delle gote, pugni che si stringono, labbra serrate, labbra arrossate, spalle ricurve, testa bassa, i casi sono tantissimi e non c’è un solo segnale che si possa individuare, anche perché non c’è un solo messaggio che in questo segnale trovi raffigurazione.</p>
<p>Quello che possiamo però dire è che il mondo interagisce con il timido ma il timido non interagisce con il mondo.</p>
<p>La definizione che troviamo sui vari dizionari di timidezza è “carattere di chi è timido”. Ok, vediamo quindi cosa dicono per definire chi è timido.</p>
<ul>
<li>Che è incline a intimorirsi, a spaventarsi</li>
<li>Di chi è privo di audacia, di disinvoltura, di scioltezza</li>
<li>Che ha timore; che è poco coraggioso; che è impacciato, poco disinvolto</li>
<li>Che prova soggezione di fronte agli altri; che si mostra impacciato, insicuro o troppo riservato</li>
</ul>
<p>L’etimologia della parola “timido”, deriva dalla parola latina “timidus” da “timere” temere, aver paura. Ma è questa la vera natura della timidezza. Si può esaurire tutto qui?.</p>
<p>Ritorniamo per un attimo all’osservazione. Questa ci garantisce, con piccoli ma significativi dati, che il timido prova emozioni, il mondo ha interagito con lui e lui è stato colpito. La sua reazione si può intravedere nel linguaggio del corpo. Una frase o un complimento detto e le gote si arrossano per l’emozione, ma non escono frasi di alcun genere. Una frase o un gesto colpiscono e le labbra si serrano dalla rabbia, i pugni si stringono, gli occhi per un attimo si sgranano, ma niente azioni, niente frasi. Questo quando va bene. Quando le frasi che seguono non sono vuote, sterili, quando recitano meravigliosamente la parte dell’uomo comune.</p>
<p>I casi sono tantissimi. Limitiamoci a osservare per adesso che il mondo ha interagito con il timido e il timido ha sviluppato una reazione che non si manifesta verbalmente o con le azioni.</p>
<p>Questo vuole dire che questa reazione non ci sia? Assolutamente no.</p>
<p>Il mondo ha interagito con il timido e lui ha reagito, la sua reazione invece di essere rivolta all’esterno è rivolta all’interno di se stesso.</p>
<p>Il timido ha fortissime emozioni, milioni di pensieri, ha spesso un dialogo costante con se stesso e questo proprio perché è in se stesso che vengono riversate tutte le reazioni.</p>
<p>Possiamo quindi dire che il timido è sempre un introverso.</p>
<p>Quello che viene emesso all’esterno è sempre sottoposto ad un filtro. Pertanto non ci lasciamo ingannare da personalità che sembrano socievoli, o che sembrano gentili e semplicemente tranquille. La timidezza è qualcosa di non sempre visibile, è uno stato interiore molto specifico, che può essere completamente camuffato.</p>
<p>Procediamo.</p>
<p>Il mondo interagisce con il timido, il timido reagisce internamente ed elabora una reazione esterna. Questa reazione può essere il restare immobile, senza esprimere niente o l’espressione di qualcosa. Questo qualcosa è spesso una “reazione calcolata”. Ovvero l’elaborazione della reazione più consona in un determinato contesto.</p>
<p>Lasciamo però per un attimo stare l’analisi della reazione. Ci basta sapere che questa è una elaborazione ed è conseguente alla reazione sviluppata all’interno. A questo punto dobbiamo farci la grande domanda. Perché?</p>
<p>Perché quando il mondo stimola il timido, il timido non reagisce?</p>
<p>La risposta ce la da l’etimologia: non reagisce per paura.</p>
<p>La risposta però non è abbastanza grassa. Non si capisce bene. Paura di cosa?</p>
<p>Non si può avere paura senza che questa sia indirizzata a qualcosa, a meno che non sia un senso di angoscia. Troviamo forse questo senso di angoscia, perennemente attivo nel timido, No.</p>
<p>La paura è in questo caso una paura specifica. E’ paura delle conseguenze.</p>
<p>Il mondo stimola il timido, e il timido reagisce all’interno di se, perché ha paura delle conseguenze che accadrebbero se lui reagisse contro il mondo.</p>
<p>Quali sono queste conseguenze? Qui casca l’asino.</p>
<p>Potrei dire quali sono state per me le conseguenze, potrei dire quali sono per alcune persone timide che ho conosciuto, ma non si può dire, a mio avviso, in modo generale quali siano queste. Si può però dire che cosa riguardino. Riguardano il ripresentarsi di una emozione negativa che è stata collegata a quella conseguenza iniziale che ha creato l&#8217;associazione.</p>
<p>Questo significa che nel passato del timido c&#8217;è stata una azione, alla quale è conseguita una reazione. Questa reazione ha provocato una emozione negativa. Non sono quindi le conseguenze dei fenomeni che avvengono a creare il blocco, ma è la paura di provare nuovamente quella sensazione.</p>
<p>Questo avviene quando la sensazione è stata molto forte. Questo genere di sensazioni così forti sono sempre legate ad una ferita interiore, tanto grande che resta aperta per molto tempo. Si crea quindi un sistema atto a proteggere quell&#8217;area danneggiata e ogni situazione simile, che quindi potrebbe andare a toccare quella zona, sarà trattata come fosse della stessa natura del trauma originario.</p>
<p>Come se io mi fossi rotto una gamba saltando giù da un elicottero, e la gamba non fosse guarita velocemente, avrò timore di farmi male con qualsiasi cosa mi faccia utilizzare quella gamba. Non solo nei piccoli o grandi salti. Se mi fossi rotto un mignolo, potrò scrivere al computer utilizzando le altre dita senza paura di farmi male ma non potrò certo battere il pugno sul tavolo.</p>
<p>Più tempo passa prima della guarigione del trauma, più si stratificheranno le difese. Più ampia sarà la zona del trauma e più spesso si attiveranno le difese.</p>
<p>Se infatti facciamo un parallelismo con il corpo umano, se la mia ferita è localizzata in un piccolo punto, come fosse un neo. Attiverò le difese solo quando ci sono dei pericoli nelle sue vicinanze, ma essendo un punto piccolo è meno probabile che venga preso in causa quanto una zona più estesa, come magari un braccio o una gamba. Dall&#8217;altro lato se passa molto tempo prima che guarisca, io avrò utilizzato le difese per così tanto tempo che diventeranno automatismi che ci metteranno molto tempo per essere dimenticati.</p>
<p>Il concetto generale è quindi che, il mondo interagisce con il timido, il timido ha paura che la sua reazione potrebbe innescare delle conseguenze negative. Controlla quindi bene come reagire, per evitare che queste conseguenze si verifichino. Queste conseguenze che teme sono determinate emozioni negative, che richiamano una grande emozione negativa passata.</p>
<p>Io posso avere paura di scottarmi, ma avrò terrore di scottarmi solo se una volta mi sono scottato. Quindi c&#8217;è un primo abbinamento stimolo-reazione a cui si rimanda. Il timido dice (inconsciamente) “non voglio più subire quella conseguenza, devo evitarla e visto che non posso controllare la fonte farò in modo di controllare i dati che immetto nel mondo”.</p>
<p>Procediamo adesso con lo spiegare la paura delle conseguenze.</p>
<p>Il mondo stimola il timido nei panni di una persona,o più persone. Queste persone non sono incluse nella “lista amici” del timido, con questi amici non ha quindi paura delle conseguenze. Cosa si intende con “lista amici”?</p>
<p>Nessun timido è tale con tutti quanti, ci sono delle persone che lui reputa innocue con le quali lui riporta all’esterno la sua reazione interna e con le quali lui è tranquillo. Quelle persone non sono reputate capaci di provocare lo stato emotivo doloroso.</p>
<p>Con gli altri invece, quelli che potrebbero innescare lo stato negativo, ci si trattiene per cercare di evitare l&#8217;emozione negativa, la conseguenza delle proprie azioni.</p>
<p>Queste conseguenze possono presentarsi sotto diverse forme, non li vogliamo includere tutti ma cerchiamo di riportare delle frasi che possono trovarsi nella mente del timido:</p>
<p>cosa penserebbero di me?</p>
<p>cosa direbbero di me?</p>
<p>mi prenderebbero in giro</p>
<p>sarei bollato a vita</p>
<p><a name="aswift_1_anchor"></a>mi picchierebbero</p>
<p>mi escluderebbero</p>
<p>sarei considerato uno scemo</p>
<p>sarei considerata una zoccola</p>
<p><a name="aswift_2_anchor"></a>sarei considerato uno sfigato</p>
<p>sarei considerato “ x “</p>
<p>non sarei più considerato intelligente</p>
<p>non sarei più considerato bravo a fare questo</p>
<p>non sarei più considerato “ x “</p>
<p>non mi farebbero più la corte</p>
<p>non mi guarderebbero più in quel modo</p>
<p>non mi aiuterebbero più a fare i compiti</p>
<p>non mi aiuterebbero p con i miei problemi</p>
<p>non mi darebbero più “x “</p>
<p>Potrei andare avanti per chilometri e ancora tutti i casi non verrebbero mai esauriti. Si vede però già qualcosa, una linea generale che è il rapporto con gli altri. Gli altri visti come entità, come ammasso di gente, che si conoscano poco o molto non importa, l’atteggiamento di paura delle conseguenze è lo stesso. Il timido conosce troppo poco l’altro, troppo poco per poter calcolare le conseguenze, e di queste conseguenze ha un terrore paralizzante. Gli altri però fanno parte del mondo, questo mondo al quale il timido non partecipa. E di questo mondo vorrebbe molto fare parte.</p>
<p>Molti non lo dicono, anzi, è più facile che non lo dicano nemmeno a se stessi, che inizino ad odiare questo mondo al quale non riescono ad accedere, che la paura inizi a espandersi e abbracciare tutto. Ma facciamo un passo indietro. Cerchiamo trovare un filo per muoverci.</p>
<p>Il mondo stimola il timido, il timido reagisce all’interno di se per paura delle conseguenze e quindi riversa dentro di se la reazione, e produce un elaborato da offrire all’esterno. Questo elaborato sarà la diretta conseguenza della sua paura.</p>
<p>Se il timido avrà paura di essere preso in giro dirà qualcosa che in quella situazione lui pensa adeguata e non passibile di ilarità generale. Se avrà paura di essere picchiato, quindi di una reazione violenta dell’altro, dirà qualcosa che pacificherà gli animi. Se ancora avrà paura di essere considerato un omosessuale, dirà qualcosa di forte o volgare. La sua vera reazione però è immediata ed è stata completamente interiorizzata.</p>
<p>Come possiamo comprendere meglio la paura delle conseguenze? Abbiamo detto che si teme il ripresentarsi di un&#8217;emozione che è stata legata ad un trauma, questo trauma però varia da persona a persona. Possiamo certo cercare di generalizzare qualche insieme standard, il trauma potrebbe essere legato all&#8217;accettazione, quindi all&#8217;essere parte di un&#8217;insieme, quindi parte di un gruppo, parte di una relazione. Essere quindi incluso, non essere solo. Il trauma ancora potrebbe essere legato ad un giudizio, essere quindi bollato in questo o in quell&#8217;altro modo, giudicato in modo negativo, sminuito. Ancora il trauma potrebbe essere quello di essere umiliati e sentirsi falliti e inutili, inadeguati e inferiori agli altri, di sentirsi impotenti e non compresi, alieni ai gruppi di persone, e ai singoli che si conoscono.</p>
<p>Non si può cercare un singolo motivo, ognuno avrà avuto la sua botta, la chiave di volta per poter divincolarsi da questo circolo è però una, uguale in tutti i casi.</p>
<p>Quello che accomuna tutti i casi è infatti l&#8217;essere stati feriti da un elemento a cui si attribuiva valore. Nello specifico, a cui si attribuiva un valore superiore a quello che era stato attribuito a se stessi. Quindi una persona o gruppo, a cui si attribuiva un valore superiore, ha compiuto un evento (azione o parola o gesto) che ha ferito l&#8217;animo del timido, questa ferita ha creato un&#8217;emozione negativa.</p>
<p>Risulta chiaro subito un concetto: “ se non si fosse tenuto in così grande conto quella persona o gruppo non ci sarebbe stato il trauma”. Nello specifico.</p>
<p>L&#8217;evento doloroso è direttamente proporzionale alla differenza di valore tra il gruppo e se. Ne consegue che il trauma stesso è il risultato di questi rapporti.</p>
<p>Il primo punto su cui intervenire è quindi comprendere l&#8217;equazione su cui si basa l&#8217;autostima. Considerando che noi stimiamo i nostri simili con le stesse regole con cui stimiamo noi stessi. Utilizziamo invece regole diverse per l&#8217;altro sesso.</p>
<p>Ho dedicato uno speciale articolo alla trattazione sistematica di questo argomento e rimando quindi la lettura per la comprensione approfondita di quel tema (<a title="autostima" href="http://www.cosedamaschi.com/comprendere-autostima/" target="_blank"><strong>approfondimento qui &#8211; comprendere l&#8217;autostima -</strong></a> )</p>
<p>Sinteticamente diciamo che ci sono delle variabili più importanti e delle variabili meno importanti. Per esempio io posso valutare come variabili fondamentali in un uomo la sua intelligenza, la sua morale, l&#8217;impatto che le sue azioni hanno sugli altri, la sua forma fisica e il suo posto di lavoro. Se queste sono le mie variabili principali, io giudicherò me stesso e gli altri uomini in base al voto dato su queste. La somma di queste variabili avrà un moltiplicatore relativo al loro grado di importanza.</p>
<p>Facciamo quindi un ipotesi, io incontro Fabrizio, lo valuto (da -100 a +100) come segue: intelligenza 60, morale 40, impatto -10, fisico 60, lavoro 20, moltiplicatore di categorie x5. Abbiamo 300+200-50+300+100 = 850.</p>
<p>Quanto valuto per le stesse categorie me stesso? Facciamo lo stesso discorso e procedo quindi a dare un voto a me stesso sulle stesse categorie che per me sono fondamentali negli uomini. valuto (da -100 a +100) come segue: intelligenza 80, morale 80, impatto 40, fisico 60, lavoro 40, moltiplicatore di categorie x5. Abbiamo 400+400+200+300+200 = 1500.</p>
<p>Il voto che ho dato a me stesso è 1500, il voto che ho dato a lui è 850. Se questa persona dovesse dirmi che sono un fallito, che sono una persona schifosa, che sono brutto, che sono un miserabile. Se dovesse dirmi che non vorrà essere mio amico, che non merito di vivere, che dovrei essere sterilizzato per non sporcare il mondo con la mia progenie&#8230; etc etc. Io ne soffrirei forse? Certo che no. Mi infastidirebbe, mi potrebbe fare arrabbiare magari, ma da una persona che per me vale molto poco io certo non mi lascio imbambolare. Nessuno lo fa.</p>
<p>Ma se i voti fossero differenti? Se Fabrizio valesse per me 2000 ed io valessi 20? Allora lui per me avrebbe (per i miei valori) un valore altissimo, ed io (per gli stessi valori) sarei una nullità. La differenza tra me e lui sarebbe enorme e lui avrebbe tutta la mia ammirazione. Un giudizio negativo come quelli sopra mi farebbero soffrire, perché lui sarebbe “qualificato” ai miei stessi occhi. Se non lo fosse non avrebbe quel punteggio, visto che io stesso ho creato quell&#8217;equazione.</p>
<p>Non andiamo oltre su questa strada, perché le cose si complicherebbero troppo, chi vuole si potrà andare a leggere tutto il trattato sull&#8217;equazione personale.(<strong><a title="autostima" href="http://www.cosedamaschi.com/comprendere-autostima/" target="_blank">comprendere l&#8217;autostima</a></strong>)</p>
<p>In questa sede diamo soltanto la soluzione base fondamentale, che è la seguente. E&#8217; necessario rendere consapevole la distribuzione delle variabili nelle diverse categorie ed accettare la realtà dell&#8217;equazione personale. Bisogna quindi guardarsi dentro e intorno. Capire quali sono i motivi per cui invidiamo il prossimo, cosa vorremmo per noi delle varie persone che ci circondano e definire questa equazione. Impariamo quindi bene a valutare noi stessi, e impariamo quali sono i campi che più sono importanti.</p>
<p>Da questo punto ci sono molti passi in avanti che possiamo fare. Si può infatti aumentare il proprio punteggio lavorando per migliorare quelle che sono le categorie fondamentali. Senza giudicare sbagliato o giusto, solo aumentando dove per noi è importante. Il fisico è una questione rilevante. Ok, si va a migliorarlo. Il posto di lavoro è importante, si troverà di meglio o si faranno corsi per poter accedere a lavori migliori.</p>
<p>Mentre si lavora su queste cose si può cercare di ragionare se è veramente giusto che quelle cose siano così importanti. Questo però è parte del cammino di evoluzione di ciascuno. Non basta semplicemente dire “questa variabile voglio che sia poco importante”. Se per te avere una bella macchina potente è una cosa importante, non basterà dire “non voglio che sia importante”. Puoi dirlo ma continuerai comunque a sospirare ad ogni ferrari che passa di fianco, e continuerai a guardare in modo diverso un uomo che scende da una porsche da un uomo che scende da una panda.</p>
<p>Comprendere il proprio valore e lavorare per aumentarlo servirà anche con le donne. Infatti (e anche questo è spiegato passo passo nel comprendere l&#8217;autostima). Si valuta una donna con un&#8217;equazione in cui la bellezza estetica relativa è un valore preponderante. Quella singola variabile (e poco altro), produce un punteggio verso il quale si prova un senso di inferiorità. Comprendere bene quell&#8217;equazione porta a cambiare i punteggi in tavola e a permettere un rapporto più alla pari.</p>
<p>Dopo aver compreso l&#8217;equazione dell&#8217;autostima si avrà una diminuzione della resistenza ad agire. Ma anche se il trauma originario fosse guarito ci sarebbe sempre l&#8217;abitudine alla difesa che entra in gioco in modo automatico.</p>
<p>Avevamo infatti già detto che il tempo di guarigione porta ad un aumento del tempo di difesa. Si crea però spesso un cortocircuito particolare, ovvero la zona del trauma viene difesa tanto bene che non viene più toccata. Quindi non c&#8217;è più modo di verificare se sia guarita o meno e la reazione diviene quindi fissa.</p>
<p>Questo succede per vari motivi e in vari modi, ma la genesi di questo fenomeno non aiuta in alcun modo a prevenirlo o a risolverlo, è infatti un meccanismo inconscio e automatico che non si risolve in nessun modo automatico.</p>
<p>Come si risolve? Si risolve con un salto più corto della gamba.</p>
<p>Una volta tanto facciamo prima la spiegazione con un esempio e dopo passiamo alla teoria. Ipotizziamo che io voglia provare a parlare con una ragazza bellissima che vedo ogni giorno sulla metropolitana. Lei è la classica tipa “mifacciounpaccodicazzimiei” con stereo nelle orecchie e libro in mano, che non guarda nessuno e non da alcun appiglio per poterci provare. Una fortezza inespugnabile. Io penso ai vari modi, ma nella mente mi vengono in mente solo possibili figure di merda, mi viene in mente come mi sentirò ad essere rifiutato per l&#8217;ennesima volta. Mi vedo davanti i suoi occhi che mi guardano con disgusto e la bocca arricciata dal fastidio che le sto creando. Mi blocco e non agisco.</p>
<p>Come potrò mai io superare questo blocco? Iniziamo a dare un numero a questo blocco, diciamo quanto vale questa resistenza da 0 a 1000, vale 800. Diciamo ora cosa potrebbe essere 1000. 1000 potrebbe essere fare una dichiarazione d&#8217;amore alla donna che più amo e che penso sia più fantastica, una dichiarazione fatta in mondovisione mentre sono ricoperto di pece e piume, e il suo rifiuto mi farebbe diventare lo zimbello di tutto il pianeta per tutti i tempi, con un due di picche tatuato sulla fronte per punizione. Ora vediamo cosa sarebbe lo 0, magari lo zero potrebbe essere chiedere a mio fratello “come stai?”. Come posso fare a superare una resistenza 800? Facendo allenamento. Allora vado magari in centro e vedo una ragazza carina che parla con una sua amica, e sto quasi per dire qualcosa ma poi mi tornano i soliti pensieri e mi blocco. Resistenza 600, ed è ancora troppo. Scendo ancora, Vado in un parco e vedo un vecchietto che da da mangiare agli uccellini e gli chiedo “scusi, sa che ore sono?” lui mi dice “le 12.20”. Ok ora so che una resistenza 50 la riesco a gestire. Cercherò quindi di trovare delle cose che siano più di 50 e meno di 600, per trovare finalmente il mio livello attuale. Ipotizziamo che sia 150.</p>
<p>Praticherò quindi con sistematicità quel 150, e cercherò delle piccole variazioni che leggermente ne aumentino il valore. Pratica costante e con piccole variazioni porta a ripristinare la capacità di relazionarsi. Basta ricordare questi piccoli accorgimenti.</p>
<ol>
<li>Cercare di individuare il limite di resistenza. Si ha resistenza quando si è a disagio, non solo quando l&#8217;azione è bloccata. Sotto il punto di resistenza si è a proprio agio e l&#8217;emozione che creava il blocco scorre come normale energia.</li>
<li>Praticare con costanza, si tratta di una sorta di fisioterapia del comportamento, e la costanza è di cruciale importanza per riprendere l&#8217;adattabilità al rapporto.</li>
<li>Aumentare il livello di resistenza ogni volta che ci si trova in completo agio con una nuova resistenza, aumentare in modo graduale e senza fare salti da gigante, più sono piccoli i passi e prima si arriverà alla meta.</li>
<li>Tenete sempre in considerazione (consapevole) il valore di stima della persona o gruppo con la quale state interagendo e ovviamente anche il vostro valore, analizzate di volta in volta su cosa questo si basa e da dove trae la sua forza.</li>
</ol>
<p>Da un punto di vista teorico possiamo dire che la distanza tra la resistenza e la forza è risolta con la suddivisione della stessa in un numero di parti che è inversamente proporzionale. Di modo che maggiore sarà la differenza tra la propria forza e la resistenza che vorremmo superare e maggiori saranno i segmenti in cui dovremo dividere questa distanza.</p>
<p>L&#8217;unica difficoltà è avere un po&#8217; di fantasia e riuscire a trovare quelle piccole differenze che permettono di aumentare in modo molto graduale. Trovate quelle, il lavoro sarà semplice e divertente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi, cerchiamo di fare un punto conclusivo della situazione. C&#8217;è stato un primo trauma, che ha generato una paura del verificarsi di una determinata emozione T. Questa emozione è la conseguenza di un dato esterno, proveniente da una fonte che noi abbiamo convalidato e che reputiamo di valore superiore al nostro. Non possiamo controllare la fonte, quindi controlleremo la parte di dati che noi immettiamo nel mondo. In modo che il mondo stimola il timido, il timido controlla la reazione che viene svolta internamente e poi riporta all&#8217;esterno una reazione calcolata. In questo modo controllando la sua reazione cerca di evitare che la fonte esterna possa causare nuovamente una emozione T. Maggiore sarà la distanza di valore tra la fonte e la persona, maggiore sarà la paura di essere feriti e quindi maggiore il controllo della reazione. La soluzione proposta è una serie di operazioni, che vanno ad agire sui vari punti del meccanismo per limitarli e permettere uno stato risolutivo ideale.</p>
<p>Lo stato risolutivo ideale è il mondo che stimola il timido, il timido interiorizza la reazione e poi la riporta all&#8217;esterno in modo autentico. La reazione di introversione è raramente risolvibile essendo immediata, ma si può recuperare l&#8217;autenticità con una azione volontaria di ricostruzione veritiera all&#8217;esterno.</p>
<p>Questo risultato si ottiene con la consapevolezza del sistema che si utilizza per valutare se stessi e gli altri, questo permetterà di poter migliorare l&#8217;equazione personale, e di poter aumentare in modo efficace i valori più importanti. A questo viene affiancato un lavoro di allenamento graduale di quelle zone che sono state protette da tutto e quindi oramai atrofizzate. Con una super gradazione della scala, e quindi una suddivisione in infiniti intervalli, si può trovare per ogni essere umano un punto di inizio sereno e un modo di procedere gestibile.</p>
<p>Ultimo avvertimento. State alla larga dalla ricerca di approvazione nel prossimo, dal voler impressionare, dal cercare pacche sulla spalla e complimenti. Quando avete quel tipo di atteggiamento vi state automaticamente ponendo in inferiorità, state dando al prossimo la possibilità di dirvi “bravo o cattivo”. Non siete delle miss che sculettano su una passerella davanti ai giudici, in attesa che alzino al paletta con il numero 10. Il lato positivo è che basta evitare di sculettare su quella passerella per risolvere il problema. Se infatti uno arrivasse da me e mi sventolasse la paletta con il numero 10 o con il numero 1 la mia reazione sarebbe la stessa. Penserei “ma chi ti ha chiesto niente!?” e poi direi:”ma chi ti ha chiesto niente!?”.</p>
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		<title>Aforismi sulle Donne</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 10:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente è arrivato al grande pubblico, il libro tanto atteso di<a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong> Aforismi sulle Donne</strong></a>. Il primo vero libro della storia, completamente dedicato ad aforismi sulle donne. Si tratta di aforismi inediti, che spaziano nella loro tematica e nella forma. Si tratta di una vasta gamma di umorismo, dal più sottile al crudo e volgare e senza troppi veli. Aforismi anche per riflettere e pensare, moltissime verità e segreti nascosti abilmente in una forma a volte raffinata altre enigmatica. Questo è il libro che ogni uomo dovrebbe conservare sul termosifone del bagno, per glorificare al massimo il proprio momento di pausa quotidiana. Non tenetelo però sul comodino di fianco al letto, non riuscireste più ad addormentarvi!</p>
<p>Questo tra l&#8217;altro sarebbe un vero geniale regalo di Natale, fareste un sicuro figurone perchè questo è un libro che piace davvero a tutti quanti, anche alle donne, quelle con un pò di spirito dell&#8217;umorismo ovviamente!</p>
<h3>Ogni mese <span style="color: #ff0000;"><strong>10 aforismi gratis</strong></span>, links a fondo pagina.</h3>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">Alcuni estratti dal libro di Alfredo Nardone &#8211; <strong>&#8221; Aforismi sulle Donne&#8221; </strong></a></p>
<p><a href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865"><img class="size-full wp-image-1125 alignnone" title="af100" src="http://www.cosedamaschi.com/wp-content/uploads/2011/08/af100.jpg" alt="Aforismi sulle Donne" width="100" height="151" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>67.</strong> Le donne avranno<br />
veramente la parità quando<br />
all’uomo sarà finalmente<br />
concesso di partorire.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>74</strong>. Per arrivare al cuore di una<br />
donna bisogna essere<br />
molto sensibili o molto<br />
ben dotati.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>93.</strong> Sii felice, vivi una vita<br />
serena e piena di interessi,<br />
sicuramente ci sarà una<br />
donna che entrerà nella tua<br />
vita a rovinarti la festa.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>169</strong>. Una ragazza che vi offre<br />
una caramella vi sta dando<br />
l’ultima possibilità per<br />
limonare.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>198</strong>. Le donne amano giocare<br />
ma non sono capaci ne di<br />
fare le regole ne di<br />
rispettarle.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>257.</strong> Di sicuro so che le donne<br />
non mangiano sassi.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>304</strong>. La donna ha bisogno di<br />
protezione, in cambio però<br />
puoi ottenere una buona<br />
percentuale.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>336</strong>. Il Signore creò la donna e<br />
la donna chiese ad Adamo<br />
“cosa hai fatto ieri sera?<br />
Chi eravate?”.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>392</strong>. Il bello è trovare l’anima<br />
gemella, giusto per sapere<br />
che esiste. Andarci a letto<br />
sarebbe incestuoso.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>421</strong>. Se volessero togliersi i<br />
vestiti da sole non<br />
indosserebbero indumenti<br />
tanto scomodi per le loro<br />
mani quanto agevoli per<br />
quelle dell’uomo.</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>350.</strong> L’uomo saggio non cerca<br />
nei pensieri della donna ma<br />
ne investiga le emozioni. </a></p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">(Alfredo Nardone)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>clicca qui</strong> per visualizzare la scheda e <strong>ordinare</strong> il libro <strong>Aforismi sulle Donne</strong> di Alfredo Nardone</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 10:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h4>In omaggio per CoseDaMaschi 10 aforismi tratti dal libro <strong><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">&#8220;Aforismi sulle Donne&#8221;</a></strong></h4>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>10 Aforismi di Settembre</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>11.</strong> Gli uomini inesperti a letto,<br />
minidotati e miopi, per le<br />
donne sono una spina nel<br />
fianco.<br />
(Alfredo Nardone)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>12.</strong> Le donne sono come le<br />
barzellette, le migliori<br />
sono quelle che ti<br />
sorprendono e quelle<br />
totalmente prive di senso.<br />
(Alfredo Nardone)<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>13.</strong> Alcune cose l’uomo non<br />
potrà mai capirle, beh,<br />
consoliamoci pensando<br />
che per le donne è l’esatto<br />
contrario.</p>
<p>(Alfredo Nardone)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>14.</strong> Se conosci una ragazza in<br />
discoteca poi non ti puoi<br />
lamentare se vuole andare<br />
a ballare.<br />
(Alfredo Nardone)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>15.</strong> Quello che cerco è solo<br />
una donna bellissima,<br />
intelligente, sensibile e che<br />
dagli occhi spari raggi laser.<br />
(Alfredo Nardone)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>16.</strong> Mai chiedere ad una donna<br />
dei suoi amori passati,<br />
potrebbe rispondervi.<br />
(Alfredo Nardone)<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>17.</strong> Approfittarsi di una donna<br />
sola e ubriaca è un po’<br />
come cacciare di frodo,<br />
solo che non è illegale.<br />
(Alfredo Nardone)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>18.</strong> Sarei ancora più credente<br />
se le donne nascessero con<br />
delle ginocchiere e la<br />
mandibola disarticolata.<br />
(Alfredo Nardone)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>19.</strong> Una compagnia femminile<br />
può essere molto<br />
gradevole, soprattutto in<br />
una caserma.<br />
(Alfredo Nardone)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>20.</strong> Questo aforisma è riservato</p>
<p>alla sola copia cartacea, in quanto</p>
<p>eccessivamente volgare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>clicca qui</strong> per visualizzare la scheda e <strong>ordinare</strong> il libro <strong>Aforismi sulle Donne</strong> di Alfredo Nardone</a></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.cosedamaschi.com/aforismi-sulle-donne/" target="_blank">clicca qui per tornare indietro alla <strong>pagina di aforismi sulle donne</strong> e continuare a leggere </a></p>
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		<title>Agosto 10 aforismi gratis</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 10:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In omaggio per CoseDaMaschi 10 aforismi tratti dal libro &#8220;Aforismi sulle Donne&#8221; se vuoi ordinare la tua copia del libro clicca qui e segui la procedura &#160; &#160; &#160; &#160; 10 Aforismi di Agosto &#160; 1. Le donne sono la prova inconfutabile di Dio, e del suo senso dell’umorismo. (Alfredo Nardone) &#160; 2. Le donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>In omaggio per CoseDaMaschi 10 aforismi tratti dal libro <strong><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank">&#8220;Aforismi sulle Donne&#8221;</a></strong></h4>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>10 Aforismi di Agosto</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1.</strong> Le donne sono la prova<br />
inconfutabile di Dio, e del<br />
suo senso dell’umorismo.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2.</strong> Le donne in realtà non<br />
sanno cosa farsene della<br />
parità; visto che senza<br />
averla possono fare le<br />
vittime e comandare nello<br />
stesso tempo.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3.</strong> Tutte le donne hanno il<br />
culone, gli altri stati sono<br />
provvisori ed effimeri.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4.</strong> Gli uomini e le donne<br />
hanno una cosa in comune:<br />
hanno entrambi amiche<br />
stronze.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5.</strong> Per farsela “dare” basta<br />
non chiederla.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>6.</strong> Sotto ogni grande uomo<br />
c’è sempre una grande<br />
donna.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>7.</strong> Ci sono tre cose che mi<br />
fanno detestare tutte le<br />
donne… ma i miei ormoni<br />
me le fanno dimenticare<br />
sempre.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>8.</strong> Quando una donna si<br />
comporta da bambina<br />
bisogna trattarla da<br />
bambina. Almeno uno<br />
nella coppia deve fare<br />
l’adulto.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>9.</strong> Non è un caso che i poeti<br />
non conoscessero bene le<br />
loro muse.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>10.</strong> La donna è assolutamente<br />
indispensabile per tutto<br />
quello che non è<br />
strettamente necessario.</p>
<p><em>(Alfredo Nardone)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865" target="_blank"><strong>clicca qui</strong> per visualizzare la scheda e <strong>ordinare</strong> il libro <strong>Aforismi sulle Donne</strong> di Alfredo Nardone</a></p>
<p><a href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/aforismi-sulle-donne/16675865"><img class="size-full wp-image-1125  alignnone" title="af100" src="http://www.cosedamaschi.com/wp-content/uploads/2011/08/af100.jpg" alt="Aforismi sulle Donne" width="100" height="151" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Aforismi sulle Donne Alfredo Nardone" href="http://www.cosedamaschi.com/aforismi-sulle-donne/" target="_blank">clicca qui per tornare indietro alla <strong>pagina di aforismi sulle donne</strong> e continuare a leggere </a></p>
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		<title>L&#8217;uovo e la gallina</title>
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		<comments>http://www.cosedamaschi.com/luovo-e-la-gallina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 01:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ho deciso di condividere con il mondo una grande scoperta. Quante volte ho visto sventolare la bandiera del problema insolubile de “l&#8217;uovo o la gallina”. Troppe. Per chi avesse vissuto in una grotta fino a ieri, posso dire che è ormai la storiella che si usa per definire lo stesso concetto di “problema senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho deciso di condividere con il mondo una grande scoperta. Quante volte ho visto sventolare la bandiera del problema insolubile de “l&#8217;uovo o la gallina”. Troppe. Per chi avesse vissuto in una grotta fino a ieri, posso dire che è ormai la storiella che si usa per definire lo stesso concetto di “problema senza soluzione”. La domanda in questione è “è nato prima l&#8217;uovo, o la gallina?”. Chi dice “l&#8217;uovo”. Si sente rispondere che è la gallina ad aver fatto l&#8217;uovo, e che quindi deve essere per forza nata prima la gallina. Al che segue che la gallina è nata da un uovo, e che quindi da un lato dovrebbe essere nato prima l&#8217;uovo, ma avendo già detto che questo non è possibile si crea quello che in logica è chiamato un paradosso.</p>
<p>Signori e signori, senza cilindro, senza velina vestita supersexy, senza mascara da mago di lasvegas,  il mistero è finalmente risolto. In verità l&#8217;ho risolto 10 anni fa , me ho sempre pensato di tenerlo per me. Oggi invece metterò a parte tutti quanti i lettori di cosedamaschi. E per un motivo specifico.</p>
<p>Il motivo è che tutti danno per scontato che il problema non abbia soluzione, quindi nessuno ci prova. Si accetta il concetto di impossibile. Come quando si vede una ragazza da farti perdere due o tre colpi al cuore e paralizzarti il flusso sanguigno, e nessuno (pur volendolo) ci prova. Come quando c&#8217;è qualche verità, come “sei brutto”, o “sei stupido” o “lui è meglio di te”, o qualsiasi altra cosa comunemente conosciuta a cui tutti danno retta. E gli altri dietro come pecore.</p>
<p>Vi dono la mia magia per questo motivo, usatela per togliervi dagli occhi tutte le verità in cui credono altri, che vi ritrovate solo perché “tutti pensano così”. In conclusione vi dirò anche un proverbio molto volgare che mi ha sempre accompagnato nella ricerca della verità. Ma ora&#8230; fuoco alle polveri e diamo una delle varie dimostrazioni del quesito: “ è nato prima l&#8217;uovo o la gallina ? “.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La risposta è in realtà molto semplice, è nato prima l&#8217;uovo. Si può facilmente dimostrare con alcuni presupposti logici. La gallina è frutto, come tutte le specie viventi, dell&#8217;evoluzione. Come l&#8217;uomo prima era una scimmia, anche la gallina prima era un animale primitivo, che si è evoluto con il tempo e che ad un certo punto della sua evoluzione ha raggiunto una forma simile a quella che conosciamo adesso, alla quale è stato dato il nome di gallina. E&#8217; ovviamente impossibile dare la data del momento in cui quella bestia, che prima aveva un nome diverso o nessun nome, è stata chiamata gallina. Sappiamo di sicuro che è stata chiamata gallina dall&#8217;uomo. Un uomo ha deciso questo nome e lo ha fatto basandosi su un preciso animale, quindi su un preciso punto dell&#8217;evoluzione della specie. Quel nome è stato dato all&#8217;animale, non all&#8217;uovo, in quanto come uovo non sarebbe stato riconoscibile, ma possiamo dire che l&#8217;uovo ha il codice genetico, in quel preciso punto dell&#8217;evoluzione, che è stato etichettato come gallina. Pertanto è nato prima l&#8217;uovo, della gallina, poiché quella è la prima “gallina” per quella che noi conosciamo come gallina. Se infatti noi prendessimo il dato opposto, dicendo che la madre di quell&#8217;uovo, è nata prima, non potremmo affermare con sicurezza che fosse una gallina. E&#8217; nata prima, ma prima che nascesse quell&#8217;uovo non era una “gallina”. Il nome “gallina” è italiano, ma possiamo fare lo stesso ragionamento con qualsiasi altro nome dato in precedenza, di cui gallina è una traduzione o adattamento. Questo perché in qualsiasi lingua, in qualsiasi tempo, un uomo specifico ha dato il nome gallina a una gallina specifica. Anche se si fosse deciso di chiamare gallina, la gallina, dopo averne viste 100, ci sarà una prima gallina che egli ha visto, quella che nella sua mente gli ha creato l&#8217;immagine della gallina, sulla quale lui si è basato per definire la “gallina”. Quella immagine è il punto della catena evolutiva che è stato etichettato con “gallina” o una sua traduzione. La madre di quella gallina era un punto anteriore, differente. Di quanto differente? Di poco, pochissimo forse, ma anche due paesini piccoli, seppur vicini, hanno un limite di confine. Un passo a destra sei in un paese, un passo a sinistra sei nell&#8217;altro paese. La linea di confine tra una bestia senza nome, o con un altro nome, e quella che conosciamo come gallina è un uovo, che sviluppatosi ha creato la gallina per come la conosciamo oggi.</p>
<p>Ora se vogliamo dare una spiegazione super sintetica del tutto, possiamo dire che l&#8217;uomo ha chiamato “gallina” un animale che, ad un certo punto della sua evoluzione ha generato un uovo dal quale è nata la gallina per come la conosciamo. Da quell&#8217;uovo è nato un animale che l&#8217;uomo ha chiamato “gallina”.</p>
<p>Se vogliamo fare i burloni, possiamo dire anche un altra cosa. Questa è una seconda dimostrazione che però è solo dialettica, quasi solo dialettica eristica. Diciamo quindi, ma per ridere tra noi, che vogliamo chiederci di nuovo se è nato prima l&#8217;uovo o la gallina. Potrei rispondere che è nato prima l&#8217;uovo, in quanto nessuno ha specificato “l&#8217;uovo di gallina”. Pertanto essendoci uova fin dalla più remota preistoria, sicuramente fin da quando esistono rettili. Decisamente è nato prima il primo uovo della prima gallina, che sicuramente è animale non antico come i dinosauri.</p>
<p>Come vedete almeno due dimostrazioni, per un problema che è dato per scontato essere insolvibile.</p>
<p>Dubitate sempre e pensate ogni cosa con la vostra testa, sempre!</p>
<p>Uno più uno fa due? Se uniamo un uomo e una donna, uno più uno fa due, tre, quattro, cinque, sette. Dipende da quanti pargoletti ne vengono fuori. Se uniamo lei come cibo per lui fa uno. Se vediamo l&#8217;atto di riprodursi come una moltiplicazione il discorso è analogo.</p>
<p>E infine come avevo promesso una cosa molto volgare. Il mio detto preferito: “ milioni di mosche mangiano merda, non possono mica sbagliarsi tutte quante!”.</p>
<p>Spero di avervi dato abbastanza spunti per darvi un punto di domanda perenne da mettere dietro ad ogni affermazione che vi verrà proposta. Un punto di domanda da usare per fare leva su ogni verità già pensata e confezionata, pronta da mangiare come fosse un panino di “M”, si esatto, quelli delle mosche. Il bello delle verità, è che se le pensate di nuovo con la vostra testa e le comprendete e approvate con la vostra testa, vi forniscono materiale di crescita preziosissimo. Le stesse, se solo accettate e non elaborate, non digerite, sono solo un adesivo attaccato alla fronte, e non portano a vere azioni congruenti e a veri miglioramenti e risultati. Pensate sempre, pensate a tutto.</p>
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