Funamboli
Jan 18th, 2009 | By Alfredo | Category: varie
Ero piccolo, ancora forse troppo piccolo ma ancora lo ricordo. Ero la mascotte del circo e non avevo la fibra robusta per diventare un futuro maciste, troppo legato per potermi esibire in contorsioni e non abbastanza basso per fare il nano, e non abbastanza storpio per poter esibire l’orrore del mio corpo come attrazione. Mi prese da parte un ragazzo, e mi spinse per terra, e nel fango io non piansi. Mi tirai su e gli chiesi.. “tu chi sei, cosa vuoi da me?”. Lui mi disse, “Bene, sei abbastanza coraggioso da rialzarti e abbastanza saggio da chiedere prima di reagire, sono qui per insegnarti”. Era il più abile dei funamboli, e mi insegnò tutte le basi per camminare sulla corda, e nel giorno della prima prova pratica io salii su quell’alto trespolo, con in mano una sbarra per tenere l’equilibrio. Ero terrorizzato, guardavo sotto di me, e nella mia mente avevo solo paura, in tutte le forme che possano esistere. Lui salì di fianco, mi diede una carezza, prese la sua sbarra e camminò sulla corda per me. Vedevo le sue spalle dritte, il suo andamento sicuro e restai senza parole, tanto stupito da perdere concentrazione su ogni paura. Arrivato al 51% della strada si voltò, con un balzo leggero, mi sorrise e si lasciò cadere giu. Io restai senza fiato, come avessi mangiato un mattone e mi fosse tornato su di rimbalzo. Mi sentii chiamare, abbassai lo sguardo ed era giù, che rimbalzava sulla rete e sorrideva. Io piansi, ed ebbe il tempo di tornare sul trespolo che ancora non avevo finito di piangere le gocce del mio terrore. Si chinò allora in ginocchio e mi guardò negli occhi, e mi disse “tu provaci, io sarò qui e ti guarderò e poi ti dirò dove hai sbagliato, e se anche cadi non fa niente, tornerai su e potrai riprovare”. Mi diede la sua sbarra.. erano uguali, ma dentro di me sapevo che quella era sua, e sapevo che con lui aveva funzionato. Prima di incamminarmi sulla corda mi voltai e gli chiesi. “ma tu chi sei?”, lui mi disse “sono tuo fratello maggiore”, mi sorrise, mi strizzò l’occhio e aggiunse “ed ora vediamo di cosa sei capace”.




