I Visionari del calcio
Jan 3rd, 2010 | By Alfredo | Category: costumeDopo la scoperta dell’acqua calda andiamo riveliamo un nuovo arcano della scienza moderna. Sono stati ritrovati infatti reperti archeologici di stadi di calcio risalenti all’epoca dell’impero romano, e sebbene la forma sia perfettamente identica, e lo scopo politico il medesimo, fino ad oggi non era mai stata notata l’identità delle due strutture. Ci sono d’altro canto cose dell’antichità che venivano usate in un modo specifico e al giorno d’oggi vengono usate in modo completamente differente. Basti pensare all’uso che veniva fatto dagli etruschi della chitarra elettrica Jackson KE-1, i bambini la cavalcavano come fosse un piccolo pony, cingendo a due mani l’impugnatura e spronandone il ponte inferiore col tacco dei calzari. Nei giorni nostri invece viene usata per l’heavy metal da Marty Friedman (megadeath) , che ignorando volutamente il suo valore storico e giocando sull’ignoranza della gente, l’ha spacciata per propria creazione. Mai fidarsi della gente che ha sia i ricci che i capelli lunghi, sono un branco di leziosi.
Tornando al nostro tema quindi possiamo notare come gli anfiteatri romani venivano usati per accogliere il pubblico per intrattenerlo, un modo per sedare e distogliere le masse con la cara vecchia amata violenza gratuita. La tradizione risale probabilmente al 264 a.C. quando i gladiatori reclutati tra schiavi, pendagli da forca, galeotti, tronisti e prigionieri di guerra, si affrontavano in cruenti scontri. Questo innocente passatempo venne proibito dall’imperatore Costantino I nel IV secolo (in suo onore infatti i tronisti di ogni epoca hanno chiamato il primogenito col suo nome). Ai tempi esistevano anche altri svaghi, basti pensare al circo massimo in cui correvano i carri e si praticavamo delle battaglie navali. Ma una cosa è vedere dei carri, un’altra degli scontri all’ultimo sangue. Ai tempi moderni gli stadi di calcio sostituiscono gli anfiteatri, gli autodromi di formula uno hanno preso il posto delle corse tra bighe, le regate velistiche quello delle battaglie navali, e gli ippodromi ovviamente quello delle corse tra bighe (basti pensare che nel trotto il cavallo traina un sulky, che non è altro se non una biga moderna). Sembra quindi tutto uguale al passato, solo un po’ modernizzato, invece non è così. La gente che andava a guardare i gladiatori si infiammava per lo scontro, per il bruto massacro, voleva semplicemente vedere un po’ di sangue. Oggi negli stadi la gente si è messa a fare il tifo come le cheerleaders, anche ai tempi si faceva del tifo certo, ma con la stessa intenzione di chi ha scommesso su uno di due galli da battaglia.
E’ forse una cosa da maschi strillare, gridare, zompare su tutte le furie perché la “squadra del cuore” ha perso o ha subito un fallo? Lo sarebbe se uno ci avesse puntato dei soldi, molti però, veramente molti. Come si fa a guardare col fiato sospeso due dozzine di sudati maschi nerboruti e imbellettati che si ricorrono su un campo, saltandosi addosso e scodinzolando dietro un pallone? E’ una cosa da maschi giocare a pallone, perché ogni gioco o sport in cui venga messa in campo la forza fisica, la bravura tecnica e possa entrare in campo l’agonismo è senza dubbio un gioco virile. Guardarlo con eccessivo trasporto e innamoramento no. E la differenza tra le due cose c’è. Infatti è diverso guardare un film porno e fare del sesso. Ma non finisce purtroppo qui, perché oltre allo stare incollati (immobili) sulla poltrona, o stare seduti (immobili) allo stadio, o ascoltare (immobili) la partita alla radio, si passano ore (immobili) a guardare programmi di approfondimento, che sviscerano ogni azione, ogni retroscena, ogni opinione sui calciatori con anche interviste ai calciatori! Ora, qualcuno ha dimenticato forse che i calciatori non sono altro che carne da cannone. Sono pedine di una squadra che deve vincere, perdere o pareggiare, non personaggi mitologici. Il chiacchiericcio da portone, lo zabettare da pettegole che viene fatto in televisione sul calcio non è, mai sarà e mai dovrà essere considerato una cosa da maschi. Gente che guarda programmi in cui non vede nemmeno la partita, ma, guarda persone, che guardano la partita. È semplice, ed è vero, le partite non sempre possono essere trasmesse in televisione, quindi ci sono programmi in cui persone presenti in studio guardano la partita in un loro televisione personale, e il pubblico da casa li guarda, mentre queste persone in studio guardano la partita.
Questa è tossicodipendenza da calcio, assolutamente e tremendamente nonsense. Non importa quanto uno possa essere bravo a letto, andare a letto con una donna sarà sempre meglio che guardare un film porno, anche se la compagna non è una pornostar e la durata non è come quella di una videocassetta. Ti piace il calcio, bene! Metti un paio di pantaloncini, scarpette, chiama qualche amico e gioca, suda, cadi, segna, para, fai e divertiti in modo sano. La televisione sta massacrando l’individuo in ogni sua caratteristica. Le donne non riescono nemmeno più a piangere per i fatti loro, devono guardare programmi, che inteneriscono, che mostrano drammi umani, che stringono le budella e che le strizzano come otri piene di acqua salata. L’era del guardar fare. Non serve cucinare, basta che guardi un programma di gente che cucina. Non serve sciare, guarda la gente che scia. Non serve fare una dichiarazione d’amore o riceverla, basta mettere un qualsiasi film di Julia Roberts. Oggi non serve più neanche litigare, ci sono miliardi di programmi in cui si litiga tutto il tempo, quindi se torni a casa nero per una giornataccia di lavoro, o reduce da un grave affronto, basta selezionare le mille trasmissioni del dramma umano giudicato da una elite di volenterosi, che ti risparmieranno la fatica di dare una rispostaccia a tua moglie, arrabbiandosi al posto tuo. A fine giornata gli italiani sono sfiancati, e vanno a dormire esausti dall’aver visto cucinare, sciare, gente che si corica depredata da ogni emozione dopo le estenuanti liti che i loro paladini televisivi hanno intrapreso per loro, gente erudita dai vari quizzoni si addormenta felice con una fantasia miliardaria. Bisogna fare le cose, con le proprie mani, sporcarsi, cadere e rialzarsi. Se per ogni 100 gazzetta dello sport la gente leggesse un libro avremmo una nazione di cervelloni. Guardare il calcio di per se non è per forza una cosa dannosa, basta farlo con un po’ di spirito degli antichi, senza dare alcun peso ai giocatori, avendo giusto in simpatia una delle due squadre e tifando per lo scontro in se, al di la anche del risultato a volte. Perché soprattutto chi ha giocato a calcio ha le sue teorie a riguardo ed è normale che oltre a continuare a giocare ogni tanto (a parte chi non può che è esonerato) apprezzerà di certo una partita ben giocata e onesta. Ma lasciamo da parte i fanatici e i tossicomani del calcio, è un onanismo sportivo che non porta nessun beneficio al corpo, nessun beneficio alla mente o allo spirito. Un attività completamente passiva che non migliora l’essere umano. Per chi fosse interessato alla pratica di tale sport consiglio di cercare nella propria zona dei campi da calcetto, detto anche calcio a 5. E’ infatti difficile trovare 22 amici con qualche ora libera a settimana, nel calcio a 5 bastano 10 giocatori e in un campo ridotto si possono provare grandi emozioni ad un prezzo ridicolo.




