Il compasso delle Prospettive
Jan 18th, 2009 | By Alfredo | Category: varie
Ho preso coscienza reale di esistere come essere umano consapevole di quanto mi girava intorno all’età di 10 anni. Arrivato a 30 talvolta mi guardo indietro e come la mina di un compasso piantato alle radici della mia coscienza ripercorro gli stadi della mia evoluzione, tutti gli errori che mi hanno portato a capire quanto fin’ora ho potuto e tutte le piccole grandi vittorie, anche e soprattutto nelle sconfitte. Vedo spesso questo compasso che si volge al passato e delinea il semicerchio dei passati vent’anni, di quello che è stato, in linea diretta, e delle infinite possibilità che non sono state, tra quelle per scelta, quelle per impossibilità, e quelle per disattenzione. Voglio chiudere questo semicerchio in una circonferenza ogni tanto, e disegnare a matita quella che potrebbe essere l’altra parte della circonferenza, per arrivare ai miei primi cinquant’anni. Ci penso ogni tanto, e mi accorgo di quanto nella mia esistenza sia stato fondamentale ogni utilizzo che mi sia stato proposto dell’arte e della mente, ma sia nel presente che quindi proiettato nel futuro quanto vedo è completato dall’unico obbiettivo trovo consono, l’immortalità. Ho sempre cercato nei primi 20 anni del mio piano inclinato di comprendere quale obbiettivo potesse valere il lavoro di una vita, e ho capito ben presto che solo l’immortalità poteva dare un senso ad ogni giorno di lavoro su se stessi. Purtroppo ho ben presto scoperto che l’obbiettivo non era affatto semplice. Ho potuto comprendere la via per arrivare a tale fine solo grazie al pezzo mancante di questo giocattolino senza istruzioni che è il corpo umano, senza di lei starei ancora tentando di montare una sorpresa kinder priva della metà dei suoi componenti, tentando in qualche modo di farla somigliare a quella foto che ognuno ha riflessa nel proprio spirito e nascosta profondamente nel proprio cuore. Nei miei prossimi 20 anni quindi percorrerò le nobili strade dell’immortalità, quante volte sarà possibile, e dividerò con la mia donna ogni frutto di questa commistione di intenti. Ed il lavoro di ogni mio pensiero sarà forza buona per allevare questi giovani guerrieri che a loro volta diventeranno un giorno immortali, nella forgia dei valori umani sinceri e con il martello della perseveranza nell’essere se stessi. A 50 anni quindi io vedo una vita semplice, una piccola cassaforte in cui riporre i pochi valori veri che hanno resistito ad ogni intemperie. Vedo poche parole, calme e che siano di spunto, parole che siano acqua per i semi e non semi per un terreno brullo, spero di poter avere una compostezza di forma, modi e intenzioni che sia d’esempio ai miei ragazzi, che non trovandola nella gente di tutti i giorni la possano osservare e imparare da soli, mai come indottrinamento ma come esempio di vita che loro volendo potranno conoscere e conoscendolo potranno scegliere se adottare. Se già nel 2006 c’è così tanta gente sguaiata, priva di qualsiasi forma di eleganza, rude e grezza, sboccata e disattenta ad ogni trasmissione di se verso l’esterno non oso pensare nel 2026 quanta proporzione avrà raggiunto. Evidentemente a loro va bene così, e buon pro gli faccia, ma i pomodori che mio nonno aveva nel suo orto, con l’olio toscano del frantoio vicino, ed i suoi cetrioli appena raccolti e lavati nella fontana di pietra, con un po’ di sale ed una piccola forma di pane .. restano ancora il mio piatto preferito, la cosa più incredibile che il mio corpo abbia digerito, e voglio coltivare per i miei cuccioli la stessa pietanza, e permettere loro di assaggiarla anche solo una volta, e dopo saranno veramente liberi di scegliere. Ogni scelta è da rispettare, qualsiasi essa sia, ma per i propri cari ritengo sia un dovere illuminare le varie possibilità così che la scelta possa rappresentare una cognizione di causa non limitata dall’ignoranza del poco che si conosce “fino a quel momento”. La famiglia richiede lavoro costante, e attenzioni che possono essere sufficienti ma non saranno mai abbastanza, e fortunatamente potrò distribuire gli onori del dono di essere genitori con la mia regina. Ed è proprio dall’amore di due persone che ogni miracolo quotidiano si trasforma in famiglia, un piccolo nocciolo di sentimento che irradia le mura di casa e che si argomenta nei momenti d’espressione e diventa sottotesto di ogni gesto ed ogni istante. A 50 anni spero finalmente di poter essere trattato come una persona anziana, se così non sarà aspetterò qualche altro anno. Solitamente gli anziani hanno la fortuna incredibile di essere lasciati in pace e di poter percorrere in indisturbata tranquillità il loro cammino..(beati loro) e talvolta questo è concesso anche alle persone di mezza età, spero di poter essere una di quelle fortunate invidiabili eccezioni. La quiete ed il privilegio di poter fare il proprio passo, in modo pacato, come un leone di una certà età che consapevolmente lascia le corse affannate e gli sforzi ai giovani guerrieri che devono farsi le ossa, mi piace pensare che potrò forse essere già abbastanza maturo da riuscire a sintetizzare il senso di ogni concetto in pochissime parole.. delle frasi liofilizzate che si gonfino lentamente nella mente di chi ascolta a seconda di quanta acqua trova all’interno, di modo da non annoiare chi non ha intenzione di perdere tempo a parlare con me e di permettere a chi è più giovane di essere lui stesso l’artigiano di un concetto che ho avuto modo di trasmettergli. Cosa è in fondo la verità ed il giusto se non quello che ognuno riconosce tale? E dirà che è giusto chi riconosce in quella frase quanto dentro di lui, profondamente, era già giusto, come il vero non si scopre in una frase altrui ma si riscopre da una frase altrui, una frase, una parola, non è molto più della spazzola che l’archeologo usa per riportare alla luce un vecchio reperto, ma l’archeologo è sempre chi ascolta. Tra 20 anni spero di continuare a percorrere una strada retta, perché girando in tondo e accomodandosi sui propri risultati da fiume si diventa lago, e la mente, come il cuore e come lo spirito, come ogni muscolo inutilizzato inizia a diminuire fino ad intorpidirsi del tutto, probabilmente dedicherò di nuovo le mie parole a qualche libro, perché mi piace l’idea di poter imbottigliare il mio vino, farne infinite piccole damigiane e tenerle da parte per chi assaggiato un sorso riesca ad abbinarci il giusto formaggio, il pane più adeguato ed il salume più appropriato. Sarò riuscito a rifuggire ogni forma di fama, perché già alla fine del primo semicerchio ho capito che niente sarebbe più distruttivo per ogni cosa che ottenere una qualche seppur minima fama. Che è buona solo per chi ha necessità di avere denaro con poca fatica, o l’onere di chi per poter seguire il proprio sogno è disposto a dare in pasto al mostro della fama quanto è necessario perché venga sfamato. Lavorerò quindi col sorriso per i prossimi 20 anni, per fare in modo che ogni giorno sia il mattone di quel risultato fatto di verità, di veri e sinceri affetti, e di serietà d’intenti e di atti che trasforma una vita in un cammino, e trasforma il proprio cammino nell’immortalità, che non è data dal ricordo ma dalla natura del proprio diamante e che incide del suo nome l’unico vetro che conti, che nel mio caso, ha un fondo verde come il mare.




