Il Primo approccio
Aug 17th, 2011 | By Alfredo | Category: filosofiaMolti uomini si cercano la tecnica di approccio migliore. Si creano delle statistiche mentali e dei “frasari”, come stessero giocando a scopa, in attesa di calare il settebello. Sperando che basti la carta giusta per vincere la mano. In questi casi,di solito è invece la donna che chiude col due di picche e tutti a casa. Io non credo nella frase perfetta, non credo nelle tecniche di abbordaggio. Voglio quindi porre in luce alcune dinamiche, non per insegnare qualcosa, ma per darvi degli spunti su cui riflettere. E’ più importante cercare di comprendere cosa succede, nelle più comuni situazioni di approccio, piuttosto che cercare la formula magica che possa permettere il risultato. Verranno quindi analizzate e discusse le varie problematiche che stanno alla base dell’approccio, e sintetizzati gli errori più comuni.
Nelle situazioni di approccio, l’uomo, in modi differenti, si trova nella situazione dello scacchista che, tenendo i pezzi bianchi, deve fare la prima mossa. Il problema principale è che, non conoscendo la persona in questione, ci si accinge a dire qualcosa che non è “adatto” a lei. Il problema lo può risolvere la fortuna, quando scegliendo una frase a caso, questa si rivela calzante, per la ragazza in questione, ma non è molto razionale affidarsi alla fortuna. E nemmeno molto interessante.
Un altro lato del problema è che, nella maggior parte dei casi, non c’è un argomento vero. Se l’uomo in quel caso fosse sincero, e dicesse quello che pensa, sarebbe probabilmente preso per un cafone. Quindi l’argomento che conterrà la “frase” o azione d’approccio, non può esprimere in modo diretto, le formali intenzioni che sono alla base di quel momento.
Inutile prendersi in giro: quando un uomo vede una donna in un locale (o altro posto dell’universo) e si avvicina per approcciare, non sta certo pensando a quanto lei possa essere simpatica o divertente. Molto semplicemente “qualcosa” (ed in questo ogni uomo ha il suo gusto) ha stimolato la sua immaginazione, scaturisce quindi attrazione, e pertanto il maschietto si lancia alla conquista.
I problemi non sono certo finiti. La donna che viene “abbordata” (uso questa parola perchè la trovo molto trash e quindi calzante, per quei goffi tentativi a cui assisto ogni tanto), nel suo stato di “innocente” pulzella, ignara di tutto, parla con qualche amica o beve il suo cocktail ma nell’istante in cui voi arrivate, e state per emettere un qualsiasi suono, è già consapevole delle vostre intenzioni. Questo solo se è una donna di serie B. Se,invece, è una donna di serie A, prima ancora che voi capiate che state per alzarvi e andare a parlarle, lei già previene ogni cosa che farete. E’ il loro lavoro di donne, comprendere, analizzare microdettagli, fare gesti vodoo, in cui la maggior parte dei maschi cadono come tonni. Loro lo sanno fare, noi no. Un gruppo di uomini che parla di una donna si fa scoprire in 10 secondi, da ogni donna nel locale, le donne che parlano di un uomo non si fanno scoprire mai, perchè in queste cose loro sono più avanti. Una donna che vuole farsi notare, ci riesce con un semplice gesto, senza che l’uomo capisca che quel gesto era intenzionale e rivolto a lui. Se un uomo provasse una cosa del genere o non funzionerebbe o sarebbe ridicolo.
Cosa fare quindi se, nonostante tutti i problemi di “prima mossa”, loro già conoscono tutte le intenzioni? Una risposta logica sarebbe: “beh, se loro già sanno che stiamo andando li perchè loro ci interessano, tanto vale dirlo direttamente, ci si fa meno la figura dei totani”. Sapendo già che le cose non stanno in questi termini, e che un approccio diretto molto raramente funziona (e quando funziona si ha a che fare con una donna di un brutto ceppo), possiamo porci la seguente domanda. Come mai non funziona?
Essere diretti non funziona per lo stesso motivo in cui esistono i preliminari. La psicologia femminile necessita di tensione per lavorare. La tensione bisogna crearla e questo si può fare sia a letto che a parole. Quindi il dialogo, soprattutto visto che tutti e due sono consapevoli della questione in atto, va giocato, tecnicamente, di modo che gli equilibri vengano ristabiliti.
Arriviamo quindi all’altro problema della situazione. L’equilibrio. Andando a parlare con una donna la si rende consapevole di un semplice fatto: “le piacete”. Non possono sapere quanto, e non devono assolutamente scoprirlo. Perchè voi non sapete nulla di cosa pensano di voi, e la partita va riequilibrata. Nelle chiacchiere che intercorrono quindi, bisogna portare l’ago della bilancia in una posizione più vantaggiosa. Fare in modo che anche lei si possa porre delle domande, che anche lei abbia delle curiosità sul vostro conto, che si chieda quanto effettivamente siete attratti. Fare in modo di non essere chiaramente e facilmente inquadrabili. Consegnando le risposta su un piatto d’argento rendete impossibile ogni “tira e molla” ogni gioco, ogni intrigo, quello che date, ogni informazione completamente esaustiva, è qualcosa che loro non si potranno conquistare, non potranno “vincere” al gioco.
Ricordate sempre questa grande posizione di vantaggio che ha la donna: lei non vi ha cercato, siete voi che avete cercato lei, è lei che può interrompere annoiata o scocciata la conversazione in qualsiasi momento. Questo vantaggio, anche se non si può esprimere in forma numerica, è necessario che venga ridotto il più possibile, anche se quasi mai è possibile ribaltarlo.
La questione dell’approccio, sebbene vista in questa chiave, sembri molto complicata e intricata, è in realtà molto semplice. Proprio l’altro giorno, mentre discutevo con la mia donna di tutt’altro, lei mi ha ricordato un particolare sui bambini in spiaggia, era parte di un suo scritto di qualche mese fa, e mi ha dato la giusta chiave per sviluppare l’anello mancante dell’analisi dell’approccio. I bambini piccoli, in spiaggia, si avvicinano l’un l’altro senza il bisogno di troppi convenevoli, si mettono a giocare insieme e passano il tempo. Uno si avvicina e chiede” cosa stai facendo?” e l’altro risponde “un castello di sabbia” e iniziano a giocare insieme. Spesso quando si vedono per la prima volta si scrutano un pochino, si guardano in modo a volte buffo e poi si salutano. “Ciao” . Non è poi così difficile, anche nella vita di tutti i giorni, non c’è niente di male ad avvicinarsi e dire “ciao , mi chiamo xyz” .
Difficilmente si troverà una donna che costruisce castelli di sabbia, ma se sta facendo qualcosa perchè non offrirsi?. E qui arriviamo a un altro problema.
In un pacco di biscotti il primo che mangi è quello che conta. O se preferite: “se avete un sacchetto con 10 biglie, e tirate fuori una biglia nera, quello diventa un sacchetto di biglie nere”. O ancora. Quando un uomo come approccio sceglie il “Prendere”, invece del “Dare”, sta dichiarando: “io sono uno che prende”, e non “io sono uno che dona”.
Quante volte si vede il ragazzo che si avvicina alla ragazza e le chiede “hai una sigaretta?”, “hai da accendere?”, “posso assaggiare il tuo drink?”. Non esiste. Una donna come si deve, dovrebbe prendervi a calci in faccia ,con un approccio del genere. Si sceglie una scusa per prendere qualcosa, ed è filosoficamente un timbro che difficilmente vi scollerete. Quella donna potrebbe pensare:” ora prende una mia sigaretta, tra 10 minuti magari vuole bere il mio drink, poi magari mi chiede i soldi per pagare il parcheggio”. Un dono, di qualsiasi entità, è sempre meglio. Sempre meglio quindi avere un atteggiamento propositivo, carico. Dimostrare che state bene con voi stessi, che state in piedi da soli. Che non siete andati da lei perchè avevate bisogno di qualcosa, e poi già che c’eravate vi siete fermati a parlare. Ma una ragazza carina deve andare in giro con due stecche di sigarette alla sera per potersi fumare un paio di sigarette in pace? Cercate sempre di pensare (come spiegato in – non essere previdibile – ) che prima di voi ci hanno provato in 5000. Voi siete l’ennesimo “scocciatore” che interrompe la sua serata. Se andate li a chiedere, non iniziate bene. Se andate li e invece create qualcosa di nuovo non siete “l’ennesimo chiodo nel fianco”, ma la svolta della serata. In linea di massima quindi ricordate che è sempre meglio attendere il momento giusto e accendere loro una sigaretta, piuttosto che chiedere loro se hanno da accendere, la prima azione/frase incide sulla vostra valutazione.
Non si può fare l’errore di considerare la donna, in fase di approccio, come una persona. Come se, anche se fosse maschio,sarebbe uguale perchè stiamo solo parlando. Se le interessate, lei per prima inizierà a desiderare il bacio. L’uomo pensa già al capitolo 10 del libro, la donna li pensa uno alla volta. Ricordate quindi che è una donna, ha una mente, uno spirito e tutto il resto, ma è una donna. Non potete quindi parlare di calcio o di automobili, ma cercare per prima cosa di comprendere gli argomenti di cui Lei vuole parlare, o gli argomenti che Lei ama ascoltare. Se non riuscite a stabilire una connessione emozionale non vi potete rendere conto di quando si sta annoiando. Magari siete il tipo bello e misterioso e vi ascoltano anche se parlate di robotica, ma anche in quel caso pensano “baciami scemo”. Come voi ascolterete con fare interessatissimo la bella ragazza dagli occhi luminosi, anche se parla di borsette di orecchie di elefante e nel frattempo portate avanti il nastro fino al punto dei fatti.
Se cercate di aprire i vostri sensi, e iniziate ad ascoltare veramente non solo cosa dice, ma “come” lo dice, potrete capire, prima di essere pesanti, quando cambiare discorso, e soprattutto, quando smettere di parlare e passare a un pò di romantica azione.
Come avevo accennato all’inizio, questo non vuole essere un manuale di approccio, o le dieci regole d’oro da seguire passo passo per conquistare tutte le donne del mondo. Che accidenti ve ne fate di tutte le donne del mondo? A ognuno di voi interesseranno quelle che in qualche modo vi colpiscono, se vi guardate intorno vedrete che non tutte le donne sono interessanti, non per tutte vale la pena. E quella importante, poi, è sempre e solo una. Quando sarà il momento di alzarvi e andare a parlare con la donna che ha catturato la vostra immaginazione, tutti i vostri pensieri, avuti pensando su questi spunti, vi torneranno molto utili. Perchè solo le vostre personali riflessioni possono fare la differenza, possono trasformare voi, in un “voi” migliore. Il resto vi porta solo ad imparare a non essere voi stessi in qualche modo alienante. Si può essere “non se stessi” in modo molto migliore, ovvero cercando di selezionare alcune parti di noi e concentrandosi su quelle, senza annullare le altre, solo rimandandole. Tanto nessuno può essere completamente se stesso in mezzora o meno. Non c’è proprio il tempo per potersi esprimere in così poco, tanto vale quindi non lasciare al caso la selezione delle parti di noi da mostrare, ma sceglierle seguendo un criterio.
Un ultimo consiglio, per chi è arrivato fino a qui, cercate di evitare, almeno all’inizio, il contatto fisico, questo permette due grandi vantaggi. Si eviterà in primis di fare sentire la donna “attaccata”, il tatto è un’invasione della sfera vitale e molte persone, anche uomini (per esempio me) non sopportano essere toccati dagli sconosciuti. In secondo luogo avrete un’arma importante, infatti “non toccando” potrete far loro desiderare un contatto, scegliere quindi il momento opportuno e rendere quel momento carico di tensione e molto gradito. Non abbiate fretta, perchè loro non ne hanno.
Il punto generale è molto semplice: se andate da una donna, parlate con lei e lei sta bene, si sente bene, sta passando del tempo in modo speciale e “unico” allora vorrà continuare e approfondire la conoscenza. Se invece quella donna con voi si trova male, prova emozioni sgradevoli o ancora peggio, nessuna emozione, non ha alcun motivo per continuare a torturarsi nel protrarre la conversazione con voi.
per avere poi qualche informazione su come decodificare il suo linguaggio del corpo cliccate qui
per avere qualche dritta su come utilizzare il vostro linguaggio non verbale cliccate qui
per analizzare le fasi del rapporto cliccare qui
per analizzare l’analisi della conquista femminile clicca qui
Il primo approccio perfetto si conclude con la proposta di rivedersi (che viene accettata). A seconda di come lo proponete e cosa proponete ci saranno le differenti evoluzioni di questa neonata relazione, per approfondire le tematiche del primo appuntamento potete leggere questo articolo, cliccando qui.
Spero che queste digressioni sull’approccio tra uomo e donna vi facciano pensare, e vi portino a personali risoluzioni e domande ulteriori. Spero che riusciate tutti quanti a migliorare la vostra comunicazione con l’altro sesso, proprio in quel momento in cui è più difficile dialogare con una donna. Confido in voi, con tutto il cuore, almeno le donne gradatamente la smetteranno di fare la prima mossa, e i miei figli un domani potranno vivere in un mondo in cui le donne (e gli uomini) sono riusciti a migliorarsi, facendo un passo avanti verso la loro realizzazione come individui, senza dover rinunciare alle gioie del proprio dna.





[...] 8 ) Non parlate a volume alto, evitate i toni sguaiati e nella fase iniziale, evitate ogni forma di contatto fisico, cercate invece il contatto degli sguardi. Durante le chiacchiere iniziali evitate di essere prevedibili e di forzare la mano in una data direzione, cercate di creare un flusso con la persona e di lasciare che le cose vadano in modo naturale. Evitate gli eccessi di parlare soltanto voi e di fare un terzo grado alla malcapitata, evitate anche di portare la discussione su argomenti troppo cerebrali. Non è importante quello di cui si parla ma le emozioni e gli stati d’animo che quell’argomento porta con se. Per maggiori approfondimenti potete leggere “non essere prevedibile” e “il primo approccio“. [...]
[...] Se l’invito è invece frutto di un lungo corteggiamento e una buona conoscenza dovrai stare molto attento, perchè “avresti dovuto invitarla a uscire prima”. (se vuoi approfondire il primo approccio clicca qui per leggere l’articolo) [...]
Bello e molto interessante quello che hai scritto sull’approccio. Non perché l’abbia scritto tu, ma per la possibilità che mi hai dato di rifletterci, mi sono accorto di quante fesserie ho combinato in passato..
A volte, guardandomi intorno, mi rendo conto di quanto noi maschi siamo superficiali e frettolosi. A volte si cercano tante frasi fatte o stratagemmi, magari confondendo la semplicità per banalità, quando invece è proprio la semplicità ad essere migliore.. senza contare che, almeno per me, si nota subito uno che usa “effetti speciali”, per riprendere il termine di una pubblicità.
Andrea
Volevo chiederti se avevi degli utili spunti di riflessione anche riguardo l’approccio silente.
Tutto quello che comunichi con corpo e che non dici.
Il mondo sommerso dei segnali non verbali relativi al primo approccio.
Un approfondimento di cosa fare e non fare, pensare agire pianificare e dudurre durante i fatidici 60 del primo incontro di anime che non si parlano ancora.
Grazie Fernando
eccoti accontentato: http://www.cosedamaschi.com/larte-della-caccia/