La città del dolore

Jan 18th, 2009 | By | Category: varie

dazio di milanoNella città del dolore la gente cammina a testa bassa guardando il marciapiede che scorre veloce, tira dritto su tutto, passa veloce ed insegue il suo tempo. Li vedo sempre nel grigio dei loro istanti appannati, nella solitudine di macchine di vetro, richiusi e protetti con musica alta che protegge dal freddo grigio di questo motore pesante che non si ferma mai. Cinque giorni di solitudine per poi correre di nuovo nel sesto giorno, e comprare tutto quello che possono comprare e guardare tutto quello che non possono comprare, iniettarsi l’anestetico per distendere un pò i nervi, non sentire più quel vuoto in fondo al cuore. Mentre non ci sono più odori, e non si sentono le parole e tutto perde ogni colore. Lo vedo il giovane rampollo, all’aperitivo vende il tempo di una cena per qualcosa miscelato, vende l’arte dell’amore delegando ad accessori, a leggende di denaro, alla macchina che ha di fuori, rinunciando a corteggiare qualche cosa che si vende e non deve conquistare. E le figlie del cemento che ricercano il diverso, quel duotono differente che dia loro un’apparenza. Tutto in fretta, tutto adesso, tutto in mostra. Adoro questo inverno, che le obbliga a decenza. Nella città del dolore dove l’acqua è gratis ed un salvagente costa tutto il tuo denaro, dove le stelle non mettono piede, dove la vita è la ruga di un vecchio che ride e che è riuscito a sopravvivere. E’ una foto all’autostrada di notte, dove non c’è un solo cammino ma un’amalgama di scie, dove ognuno insegue un grande sogno che è dipinto di “poi” .

(M. Haj’s hElf)

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