L’Appalto della Ragione

Jan 18th, 2009 | By | Category: varie

bracciodiferroDal Trattato di appunti sociali di Philip I Cagratisse “… e nel confronto è scontro per natura stessa delle modalità di espressione dell’individuo e per l’uso del dialogo non come fine ma come mezzo di sopraffazione. Citando il Newcity’s Phraseology di Kit M. Worth “…nel dialogo deve esserci un vincitore, e chi è privo di armi pur di non abbandonare il campo usa quanto può per ferire il contendente, arrivando ad insulti tra cui il più basso è l’offesa dei defunti parenti.. “. Pare chiaro che in questa ottica si incasella facilmente l’inserimento di ogni forma di razzismo ipotizzabile. Le genti del nord useranno quindi questo pretesto per dare contro alle genti del sud, le genti del sud lo stesso verso quelli del nord. E con l’offesa stessa e con la provocazione e con il vittimismo di memorie su passati scontri. E la gente di una razza prenderà quindi il colore della pelle o i tratti somatici per usare razzismo verso l’altra razza, e viceversa. E ci saranno scontri e provocazioni e l’una e l’altra useranno il vittimismo, prendendo il particolare storico o sociale e non toccando mai il generale, e quand’anche capitasse lo farà per tempo breve per poi trovare nuovo spunto nel particolare. E il pretesto verrà trovato nello sport, nell’appartenenza ad una religione o ad uno stato, utilizzando l’attacco diretto o portando la controparte ad attaccarli, provocandoli con insinuazioni, punzecchi, sbeffeggi e cosi via. E nella politica si sublimerà ognuna di queste cose. Ogni scusa sarà buona per giustificare il bisogno di guerra dell’uomo, il desidero di combattere e vincere, la sua innata dote di animale che uscito dalla tana decide una preda e si adopera per abbatterla. Come cespo di paglia sotto una pioggia di fuoco l’individuo pare incedere, laddove fingendo naturalezza e innocenza darà la colpa al cielo se arde e non a se stesso. Quanto fuoco dovrà cadere sul metallo prima di incendiarlo e quanto sopra un covone di fieno essiccato?. La coscienza morale ripudia la guerra e promulga la pace, così che ogni giorno risulta necessario inventare scuse sempre più plausibili per impugnare le armi e aggredire un altro essere umano…” G.W.Bush “Dovremo misurarci con un pericolo crescente per proteggere noi stessi, per rimuovere uno sponsor e un protettore del terrore e mantenere la pace nel mondo”. Dedicato a chi ha bisogno sempre di nuovo sangue e non si accontenta dei telegiornali.

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