Non cacciare in branco
Aug 14th, 2011 | By Alfredo | Category: due dritteMoltissimi uomini, per non dire tutti, attraversano almeno una fase di “branco”. Alcuni ne escono prima o poi, altri vengono strappati alla mandria dal matrimonio, pochi mantengono il marchio sulla chiappa anche dopo il fatidico “si”. Una sparuta minoranza attraversa la fase di branco così velocemente che quei momenti restano solo un ricordo che non lascia tracce visibili nel dna. Forse è proprio nella natura dell’uomo l’adunarsi in piccoli o grandi gruppi, il trovare un proprio minimo comun denominatore che permette la fusione nel branco. Le donne, anche quando escono in gruppo, o tra amiche, mantengono sempre la loro individualità, sebbene a volte il gruppo le trascini in alcuni eccessi.
La donna è in uno stato troppo competitivo, di guerra con le altre donne (anche se a volte si tratta di guerra fredda), qualcuna ha la sua migliore amica, ma sono casi veramente rari anche per loro. L’uomo riesce a fidarsi davvero dei suoi amici, soprattutto quando non deve, ma in quello stato di disarmo e di fratellanza, le barriere vengono meno e senza vergogne e senza pudori ognuno può comodamente dare il peggio di se, sapendo e constatando, che non solo non verrà giudicato, ma troverà sempre qualcuno che riesce a fare o dire qualcosa peggiore della sua. Ci sono persone che hanno bisogno del gruppo per divertirsi, per svagarsi, per lasciarsi andare. Forse conforta il confronto con persone peggiori che ti diranno “bravo” qualsiasi cosa tu dica o faccia, e che anzi ti sproneranno a fare/dire qualcosa di ancora peggiore. Il trovare un momento per tornare allo stato primitivo ed utilizzare le proprietà del lato animale dell’uomo per dimenticarsi, almeno per un po’, tutte le responsabilità e complicazioni dell’uomo evoluto. Trovare il proprio lato animale e coltivarlo è fondamentale per ogni uomo, ne assicura la vitalità e la creatività, e quella pulsione primordiale e brutale bilancia in ogni attimo tutti i passi dell’evoluzione dell’individuo. Il gruppo purtroppo non aiuta a migliorare i propri istinti animali, semplicemente li eroga. Uno degli errori che l’uomo commette nella sua fase di branco, sia esso in un grande gruppo o semplicemente in coppia, è di andare a caccia di fanciulle. La donna lo sa, anche se non avesse i dati lo sentirebbe. Come gli uccellini sentono l’arrivo del brutto tempo. Se un gruppo di donne viene avvicinato da un gruppo di uomini non possono mai succedere cose positive. Questo perché la donna quando è con altre donne non è naturale, come non lo è l’uomo. Si creano quindi una serie di contro-alchimie tremende in cui alla fine, le donne si prenderanno le attenzioni degli uomini, mentre i maschietti faranno i pavoni, ognuno a modo suo, facendo in questo modo una fatica inutile. Questo ovviamente sempre che le signorine non siano infastidite dall’abbordaggio di massa, perché non sempre le donne che sono in gruppo sono disposte a sopportare le intrusioni dei maschietti cacciatori, che disturbano il loro parlare di uomini e altri temi femminili, in uno stato di tregua, che anche un solo uomo le porterebbe ad infrangere. Quindi, non bisogna pensare che se la donna non è infastidita, ma resta a prendersi le lusinghe e ride come una gallina sia “cosa fatta”. Questo perché il desiderio di adulazioni, attenzioni, lusinghe, di alcune donne è smisurato. Le fa sentire importanti, le fa sentire belle, le fa sentire bene con se stesse, a posto, apprezzate, è in sostanza un vero e proprio combustibile che alimenta l’autostima femminile, che essendo quasi nulla, va nutrita costantemente. Guardando una donna, in modo provocante, facendole capire che vi piace, voi alimentate il mostro della loro insicurezza, immolando quegli istanti per lei, che continuerà a zampettare sui sandali del magoG contenta e corroborata. Nuovamente sicura di se e della sua bellezza, perché in fondo è quello l’importante oggi, essere belli e piacere al prossimo, stare bene con i vestiti che si indossa. Perché sentirsi belli cancella ogni bisogno di crescere e risolve i conflitti interiori. Se piaci agli altri evidentemente sei una bella persona che ha fatto le cose giuste. Se gli altri sono interessati a te evidentemente sei una persona speciale. Quanta fatica nel plasmarsi dentro e fuori per poter essere apprezzati dal prossimo, e quanto poco se stessi in tutto questo.
Il gruppo quindi attacca le dolci fanciulle come faine in un pollaio, e invece sono loro i polli che vengono sacrificati sull’altare dell’autostima femminile, senza per altro concludere niente.
Quante volte poi capita che il gruppo di baldanzosi, attraccando ad un tavolo di ragazze si concentri completamente su una o due ragazze (le più spigliate o più appariscenti) lasciando completamente da parte le altre, si ritrova qui di nuovo la dinamica di più api su un solo fiore, ma sullo sgabello su cui vogliono sedersi due persone non si siederà nessuno, saranno invece in due a scivolare e restare col sedere a terra. Ed è così che le ragazze ignorate si mettono a parlare tra loro, e in quel momento sfuma ogni possibilità di conoscere una persona che, non certo quella sera, ma nei giorni/settimane in avanti, sarebbe potuta diventare una possibilità concreta. Se proprio si deve tentare il suicidio di massa di un abbordaggio gruppo vs gruppo si dovrebbe avere non tanto la saggezza quanto l’educazione di offrire una conversazione gradevole a tutte le ragazze in questione, oltre ad essere un fatto di educazione e di classe è anche qualcosa di più produttivo. Evitare i comportamenti di approccio standard e conoscersi in modo brillante tutti quanti, puntando a fare stare bene il gruppo, nel suo intero, e optando per la possibilità (a fine serata) di rivedersi in futuro. In questo modo si avrà un risultato più onorevole e la possibilità anche di conoscere meglio le persone con cui poi si proverà a fare la prima mossa.
Altro errore che fanno troppi uomini è quello di intromettersi quando l’approccio di un amico sta andando a buon fine o procede bene, quando si nota l’intesa tra due persone è inutile mettersi di mezzo anche facendo da spalla o “supportando” con sparate da “simpaticone”.
I casi non finiscono certo qui, e forse trattarli tutti quanti sarebbe anche noioso. Prenderò in esame però l’altro errore colossale. Anche in questo caso si tratta di cacciare in branco, sono due amici per lo più i protagonisti, e la preda è una sola ragazza. E’ una situazione che si vede in diverse forme e in molti casi, a volte all’inizio nemmeno ci si rende conto di cosa si sta facendo. Una serata tra amici e amiche, una ragazza nuova nel gruppo e lentamente due amici iniziano a fare un lento e leggero, fraterno e complice braccio di ferro, corteggiando prima l’uno e poi l’altro la ragazza in questione. La prenda in mezzo a questo tiro alla fune si ritrova doppiamente desiderata, e come molte donne sognano, si gusta la lotta dei maschietti per la sua contesa mano. Non stuzzicate questo istinto femminile, evitate le donne “martini” che restano in macchina mentre i due contendenti si sfidano a duello. Come finisce la storia? Lei se ne va via, scortata dal suo autista (sfregiato). Lo stesso è nella vita, la donna si prende tutte le attenzioni, alimentando il suo ego, guarda la giostra e poi i due litiganti se la prendono nel sacco. Come in molte altre situazioni della vita, manifestare troppo interesse non aiuta, e contendersi la donna è una mossa tatticamente sbagliata. In quei casi siate più furbi e cercate di studiare la femmina per trovare un modo che porti lei ad essere incuriosita. In quel modo la donna, avendo da un lato un uomo che sa già di poter avere e dall’altro uno che non sa di poter avere e che la incuriosisce sceglierà la seconda ipotesi.
Questo non può certo funzionare sempre, soprattutto se il vostro rivale ha tutte le carte in regola e voi siete rachitici e privi di classe, però sarà sempre meglio di cibare le smanie da diva della signorina in questione. Molto spesso saper usare la pazienza è fondamentale e ci sono situazioni in cui gli amici che corteggiano la donna che vi interessa facilitano le cose. Se siete 4 amici e tutti fanno i cretini con una ragazza il solo fatto di comportarsi normalmente vi darà molti punti di vantaggio. La donna non vuole mai quello che ha, cerca sempre qualcosa di più. Se riuscite quindi ad assicurare al mondo la vostra eterosessualità quella donna si chiederà sicuramente “come mai?”. Con tanti amici che parlano e fanno “i simpatici” avrete poi molto più tempo per trovare qualche frase concisa ed intelligente, tutto a vostro vantaggio. Il corteggiamento è spesso fatto di piccole tensioni, misteri invisibili e per la maggior parte delle volte inesistenti. Il consiglio quindi è di evitare sempre di cacciare in branco, quando però questo inevitabilmente accade cercare sempre di usare il buonsenso e la conoscenza dell’universo femminile per trarre un vantaggio dalla situazione.
La donna che si fa preda per essere cacciata non è in cerca di un gruppo di leoni che banchettino con i suoi resti, quello che cerca è di correre un po’ e trovare un leone che in velocità, in astuzia o in qualsiasi altro modo imprevedibile, possa vincerla ed in quel modo lei possa arrendersi alle sue grinfie. A volte bastano un paio di metri “pro forma”, altre bisogna fare un largo giro del canyon e prendere la gazzella di sprovvista, altre volte basta sostare placidi all’ombra del baobab, lasciando che si stanchi a sfuggire a giovani leoncini senza denti, o leoni troppo vecchi con dentiere barcollanti.
Il tempismo è fondamentale nella caccia singola, la pazienza lo è nel branco.




