Note allo Specchio

Jan 18th, 2009 | By Redazione | Category: varie

chitarristaPer se o per altro. Quando si parte da un buon presupposto e si arriva altrove. Il giovane chitarrista che prende in mano lo strumento e studia, lavora sodo, perché a volte si perde? Cosa lo porta a frullare le dita senza più azionare il cuore e il cervello, senza più godersi la musica, tutto soltanto per andare più veloce, per fare quelle scale un millesimo di secondo più veloce e dire, in uno dei mille modi non detti :“guarda come sono bravo”. Perde anche il motivo per cui anni prima faceva fumare i calli delle dita e digrignava le mascelle per il primo Fa. Li vedi dappertutto i musicisti che hanno perso la musica, concentrati nella tecnica perfetta e a caccia di ogni “che bravo” che incontrano. Li mettono tutti li, nel pancino vuoto, dove dovrebbe stare la musica. Si vedono spesso concentrati chini sul manico di una chitarra, che fingono passione, o calmi e imperturbabili in assurdi virtuosismi mentre i loro sguardi si perdono nell’ammirazione di un pubblico che non sa e non capisce. E poi ci sono gli altri, quelli che fanno semplicemente musica e quando vogliono andare veloce ci vanno da soli; si riconoscono sempre sul palco di ogni teatro come in una piazza deserta. Perché quando suonano la chitarra non è un fine ma è un mezzo e il fine diventa la musica. Tutto si spegne intorno a quelle note, non esistono più le mani e le braccia e quella figura di uomo che suona diventa solo la cartolina di un luogo in cui può andare soltanto lui in quel momento, mentre la musica racconta il suo viaggio solitario. Dove vanno gli arcobaleni e perché? Ci vanno e basta e l’unico motivo che li spinge è il desiderio di essere se stessi, in quell’istante, tutto quello che sono. Non si colorano per il plauso della gente o per far sorridere qualcuno, non aspirano ad una perfezione circolare ma sono quello che sono, senza tutti i colori possibili, senza girandole nell’aria. Sono quello che sono perché vogliono essere ed il loro piacere è nel vivere quell’istante di armonia con se stessi e con il cosmo, il resto è conseguenza di cui non si curano. Il musicista invece a volte riesce a trovare la sua musica soltanto da solo, in qualche notte in cui è troppo stanco per accontentarsi di un “che bravo” detto da se stesso, quella piccola iniezione di metadone che riempie la pancia di un altro po’ d’aria non può bastare e per qualche istante suona e basta, non per gli altri, non per anestetizzare il suo vuoto, non per illudersi ancora che quei “che bravo” siano veri, suona e basta, e nessuno lo potrà sentire. Dura pochissimo, qualche piccola nota vera, la corda che si tende e si rilascia e non basta mai. Quando si lascia la strada del voglio per quella del devo è difficile tornare indietro, ma sono convinto che qualche chitarrista si sia ritrovato con l’arte, e li sentirò suonare magari alle 4 di notte, in una spiaggia vuota appoggiati ad una roccia, un blues in cui ogni nota è un arco che si sta per spezzare, con gli occhi chiusi, viaggiando in quel luogo che hanno sognato da bambini e in cui non possono portare nessuno, possono solo raccontarlo con le nuove note che vogliono. Per gli altri resterà soltanto un mezzo per adornare se stessi e per cercare consensi e riempire la mancanza di stima in se stessi. Come la ragazza che non si sente bella e cerca i complimenti in ogni modo ed ostenta il poco per coprire il molto, come il ragazzo bruttino che passa anni in palestra a caccia della bellezza e diventa la goffa caricatura di un gorilla depilato e in spiaggia intosta il bicipite dicendo: ”senti qua!”, beandosi dello sguardo di persone ancora più sole e tristi di lui. Ma nessun complimento potrà sopperire a quelli che mancano nel suo specchio, quando al mattino ancora troppo assonnato vede solo i suoi occhi, gli stessi di quando era un ragazzo. E non sono mai cambiati. Quando un chitarrista perde la sua musica gira in cerchio sul manico della chitarra e trova la musica di altri. Suona i led zeppelin, jimy hendrix e imita i passi dei grandi della musica; inseguendo un rock che è passato e non potrà mai più tornare. BB King un giorno si mise a suonare e non smise più, con quelle poche note immense ha disegnato un po’ di musica dove prima non c’era, asfaltando la sua strada nel blues senza mai guardarsi indietro, lasciando terreno comodo per i chitarristi che si sono persi e un grande insegnamento per chi vuole imparare ad imparare da se.

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