Prima Guerra Digitale
Jan 20th, 2012 | By Alfredo | Category: eventiLa chiusura di Megaupload mi riporta ai tempi della chiusura di Napster. Le stesse sensazioni di quel giorno ma amplificate. Come allora mi chiedo che senso possa avere, scegliere uno dal mucchio e giustiziarlo, lasciando invariata una situazione che non può essere variata, che non deve essere cambiata.Non ricordo se ai tempi di Napster la gente si fosse lamentata, forse qualche hacker anche allora aveva fatto qualcosa, oggi sembra che qualcosa si muova sul serio. E’ iniziata la prima guerra digitale? Dal nord europa arrivano i primi movimenti filosofici a favore della liberalizzazione del digitale, e forse i tempi sono maturi per una vera guerra, in cui non scendano in campo soltanto gli hacker, i carri armati del popolo, ma anche i singoli utenti. Ogni persona può scendere in campo, e qui si vuole proporre una via non violenta, che non attacchi il sistema con le sue stesse armi, ma che colpisca in modo sensato. Anche perchè quello che possono fare poche persone è destinato a dare pochi frutti, non si arriverà mai ad un cambiamento senza un’azione solidale.
Questo non vuole essere quindi un invito alle armi, ma una testimonianza del mio personale apporto a questa battaglia per la liberalizzazione della cultura digitale e una proposta che possa innescare altre iniziative personali non violente. Personalmente non usufruirò più di nessun servizio che mi venga negato come libero accesso. Pertanto niente cinema, niente cd, niente noleggio videocassette, dvd, videogames, o qualsiasi cosa che possa ingrassare le tasche delle compagnie che hanno messo in moto le autorità competenti.
Credo fermamente che tutto il materiale disponibile in formato digitale debba essere a disposizione del grande pubblico, in maniera gratuita. I diritti di copyright è possibile gestirli in altro modo, ma non si è cercata una strada in questo senso, non si vuole trovare una nuova dimensione per questa nuova distribuzione della conoscenza, e allora è necessario creare una grande rottura, che obblghi a un ridimensionamento totale.
Ascoltiamo tutti la radio, forse paghiamo qualcosa per farlo? La televisione lo stesso, a parte il furto del canone, non ci sono certo altri costi. Eppure il copyright per questi mezzi di “trasporto” viene pagato ma invece di trovare un modo per utilizzare quello che già funziona per farlo funzionare in modo più corretto e giusto si tira fuori il solito manganello. Sarebbe bastato accettare la realtà di megavideo e catalogare i file e chiedere a megavideo una parte dei suoi incassi come pagamento del copyright.
Perchè la gente non è che non vuole pagare, la gente paga quando può avere quello di cui ha bisogno. E se i soldi ci sono (e 175 milioni di dollari sequestrati a megavideo mi pare che siano un segno di questo concetto), allora si può trovare il modo di fare contenti tutti e distribuirne una parte per il tanto amato copyright.
Il formato digitale ha una caratteristica fondamentale, ovvero che può essere duplicato senza che ci sia una perdita di qualità da una copia all’altra. Per un file esiste anche un’altra proprietà che è quella che può essere duplicato senza costi. Quindi fare una copia di un film, o farne un miliardo, ha lo stesso costo = zero.
Questa è una sintesi dei motivi per cui scendo in campo, e prenderò modo parte in questi termini alla prima guerra digitale, la mia speranza è che molti si possano unire, a loro modo personale, perchè tutti insieme si può fare la differenza e abbattere il sistema. La mia speranza è il cambiamento radicale del paradigma di diffusione di cultura, arte, spettacolo e intrattenimento, di modo che si possa definitivamente sradicare il vecchio modo, oramai impraticabile, di gestire l’informazione e si possa trovare un modo nuovo, che dia libero accesso a tutti e che fornisca allo stesso tempo un rientro di una proporzione di copyright.
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