Risposte al Vento
Jan 18th, 2009 | By Alfredo | Category: varie
Ogni nave nel mare, che lo voglia o meno ha una direzione, anche se con le vele rotte, immobile nel mezzo dell’oceano, la sua prua punta sempre verso qualche continente. La direzione di ogni essere umano segue in qualche modo queste logiche, che spesso si rivelano molto poco logiche. Quanti casi di giovani “Colombo” puntano il loro muso in una direzione convinti di seguire la strada per le Indie e si ritrovano in America, e anche giunti sul luogo realizzano solo dopo tempo di non essere in india. La fortuna che a volte sbuffa nelle vele di qualcuno altre volte non è generosa verso chi sapendo con precisione dove si trovi l’america vi punta la polena e non le stacca gli occhi di dosso nemmeno per un istante, ma il percorso si rivela differente e più lungo, e da questo si divide chi desiste e chi persevera a rincorrere la destinazione del proprio essere. Anche chi vaga da un isolotto all’altro, gingillandosi con le popolazioni del luogo segue una direzione inconsapevole, perché crea con ogni nuovo approdo un punto nella storia delle sue rotte, e un domani saranno il suo percorso a cui seguirà una destinazione, seppure spesso in quei casi si finisca per perdersi in qualche tempesta che allontani dalla costa. Come decidere la destinazione del proprio tragitto è materia non generalizzabile, non si può portare il titanic a fare da nave crociera sul nilo e non si può portare una chiatta nella traversata dell’oceano, le caratteristiche infinitamente varie di ognuno quindi pregiudicano una generalizzazione sulla risposta. La non risposta a come decidere la direzione però fornisce la chiave per una soluzione di ogni caso specifico, poiché se la caratterizzazione di ogni imbarcazione è chiave del suo utilizzo è anche la chiave per la sua destinazione, se non precisa, di sicuro indicativa. Il conoscere quindi se stessi, sempre meglio e più approfonditamente porta a scoprire le proprie direzioni più nobili. Se un uomo primitivo avesse trovato uno spadone a due mani probabilmente si sarebbe guardato intorno e lo avrebbe utilizzato nelle sue incombenze quotidiane, prima per spaccare legna, poi sfregando delle pietre contro la lama per accendere il fuoco, poi per macellare qualche grosso animale e con il tempo, trovando modi sempre migliori per maneggiarlo e per brandirlo sarebbe anche riuscito ad utilizzarlo nella caccia di grossi animali. Come quindi può un uomo direzionare la propria esistenza se ignora se stesso? Partendo dalla consapevolezza di essere completamente ignorante di se stesso ogni essere umano può trovare risposte sempre migliori, chi è troppo convinto di sapere si adagia su risposte che gli suonano bene, si accontenta di presumere e purtroppo si ferma alle prime ipotesi razionali, laddove nella conoscenza di se stessi la mente razionale è il peggior nemico, e l’ascoltare il proprio essere non può nemmeno iniziare quando si iniziano a presumere delle risposte ipotetiche. Un augurio quindi ai naviganti, che miglio dopo miglio rispondono al vento con le loro vele e non cercano invece in quei soffi capricciosi una risposta per i giri del proprio timone.




