<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cose da Maschi &#187; gatte morte</title>
	<atom:link href="http://www.cosedamaschi.com/tag/gatte-morte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cosedamaschi.com</link>
	<description>idee per costruire l’uomo di domani sulle rovine di quello moderno</description>
	<lastBuildDate>Sat, 21 Jan 2012 08:37:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Sono grassa?</title>
		<link>http://www.cosedamaschi.com/sono-grassa/</link>
		<comments>http://www.cosedamaschi.com/sono-grassa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 01:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
				<category><![CDATA[pianeta donna]]></category>
		<category><![CDATA[conferme]]></category>
		<category><![CDATA[domande]]></category>
		<category><![CDATA[domande femminili]]></category>
		<category><![CDATA[gatta morta]]></category>
		<category><![CDATA[gatte morte]]></category>
		<category><![CDATA[insicurezza femminile]]></category>
		<category><![CDATA[lagne]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio femminile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cosedamaschi.phpnet.us/?p=38</guid>
		<description><![CDATA[Quando una donna chiede, in realtà sta affermando. Il trucco è semplice: eliminare il punto di domanda. Sono grassa? = Sono grassa!. Spesso affermano direttamente, e il concetto rimane immutato. Alla base di queste domande/affermazioni c’è la necessità di un conforto, di una conferma, di una smentita, ma la cosa fondamentale per l’uomo è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una donna chiede, in realtà sta affermando. Il trucco è semplice: eliminare il punto di domanda. Sono grassa? = Sono grassa!. Spesso affermano direttamente, e il concetto rimane immutato. Alla base di queste domande/affermazioni c’è la necessità di un conforto, di una conferma, di una smentita, ma la cosa fondamentale per l’uomo è la comprensione che Non sono domande. Donne diverse, o la stessa donna in situazioni differenti, possono usare questo modo di domandare per scopi molto differenti. Prendiamo sempre come esempio il “Sono grassa?”, ricordando che lo stesso concetto vale per ogni domanda di questo genere. Quando una donna chiede “Sono grassa” sta affermando di essere grassa allo scopo di essere smentita, questo perché mostrando la sua insicurezza verrà resa più forte da una smentita, o perché in quel momento ha bisogno di sentirsi apprezzata e quindi mendica complimenti anche dove assolutamente non li merita, o ancora perché sta praticando l’arte della “gatta morta” e quindi non trova pace laddove non venisse costantemente alimentata a complimenti e adulazioni. Il mio consiglio è quello di non dare mai spago a queste lagne femminili, in qualsiasi forma avvengano. Loro stanno dicendo la verità sotto forma di domanda e richiedono una menzogna. Si può sempre trovare il modo di rispondere in modo elegante o sarcastico senza cadere nella loro trappola. Se quindi lei esordisce con “sono grassa?” si può rispondere “ah non ti preoccupare, a me le ragazze troppo secche non sono mai piaciute” oppure “non ti preoccupare, tanto non devi mica posare per Oliviero Toscani” oppure “l’importante è che ti piaci tu, non ti preoccupare del giudizio degli altri” o se volete andarci giù un po’ più pesante.. “prova a metterti un campanaccio al collo e fare Muuuuu”. Ovviamente se avete un interesse verso colei che sta tentando di estorcervi una bugia eviterete di dare rispostacce, pensando “cosa mi costa? Tanto sarà solo un chiletto o due di troppo”. Bisogna però pensare che quando fanno una domanda/affermazione loro si “aspettano” una determinata risposta. Quindi la cosa migliore è sempre, e in ogni caso, fare qualcosa di diverso. Agire in modo differente, essere imprevedibili. E’ molto meglio che pensino che siete dei bastardi piuttosto che “Oh che carino”. Quella strada porta all’amicizia e avere una donna come amico è solitamente la cosa peggiore che possa capitare, a meno che non sia la vostra intenzione iniziale. Altre domande/affermazioni tipiche sono “questo vestito mi sta male?”, “questa gonna mi fa il culone?”, “Ho gli occhi troppo distanti?” Se vi capita quest’ultima, vi prego, rispondete almeno una volta nella vita: ”Stai tranquilla, io adoro i coccodrilli”.. La natura femminile è ben contenta che sia l’uomo a fare il primo passo (e anche quelli successivi) hanno quindi sviluppato molti modi per “suggerire” la direzione in cui essere portate, di modo che sia l’uomo a guidare, ma dove vogliono loro. Analizzando le domande e le frasi si può quindi capire questa direzione e decidere se andare o meno dove gentilmente “consigliano”. Uno dei modi per poter capire qualcosa delle donne è pensare sempre che tutto quello che dicono e che fanno ha uno scopo preciso, niente è per caso, solo così si può limitare leggermente le volte che si viene presi per il naso.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cosedamaschi.com/sono-grassa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;era una volta una gatta</title>
		<link>http://www.cosedamaschi.com/cera-una-volta-una-gatta/</link>
		<comments>http://www.cosedamaschi.com/cera-una-volta-una-gatta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 19:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[gatta morta]]></category>
		<category><![CDATA[gatte morte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cosedamaschi.phpnet.us/?p=27</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta una gattina, che aveva un piattino di latte, e la gatta di fianco aveva un piattino con una lisca di pesce. La gattina con la testa china sul suo piatto leccava il suo latte, la gatta invece con la testa alta guardava il banco del pescivendolo che aveva branzini grandi grandi. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cosedamaschi.com/wp-content/uploads/2008/07/gatto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-69" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="gattavivoperpoco" src="http://www.cosedamaschi.com/wp-content/uploads/2008/07/gatto-300x223.jpg" alt="gattavivoperpoco" width="300" height="223" /></a>C&#8217;era una volta una gattina, che aveva un piattino di latte, e la gatta di  fianco aveva un piattino con una lisca di pesce. La gattina con la testa china  sul suo piatto leccava il suo latte, la gatta invece con la testa alta guardava  il banco del pescivendolo che aveva branzini grandi grandi. Ma il pescivendolo  non ne voleva proprio sapere di lanciarle un pesce fresco. E la gattina  continuava a leccare il suo latte, e la gatta guardava le persone e si metteva a  fare le fusa a tutti, e tutti dicevano &#8220;oh ma che bella gatta&#8221;, e la gatta con  la zampetta sull&#8217;occhio in segno di modestia chinava il capo, e poi si esibiva  in grandi giri con la coda sinuosa ed elegante. La gattina leccava il suo latte,  e la gatta immersa nelle carezze dei passanti la guardava con superiorità,  pensando che tra poco avrebbe avuto un lauto pasto, e non del semplice latte. La  gattina aveva finito il suo latte e alzò la testa e si guardò intorno, la gatta  intanto in preda alla fame decise di rubare il pesce del pescivendolo,  attraversò la strada e spiccò un grande salto, prese un grande branzino e corse  via, ma la fame l&#8217;aveva resa un pò meno attenta, un pò meno agile e un pò meno  scattante del solito, e una macchina la prese in pieno. Il suo pesce rotolò  sulla piazza per qualche metro e la gattina si avvicinò e mangio anche quello.  C&#8217;era una volta una gattina che si è occupata dei fatti suoi e finì la giornata  con la pancia piena e c&#8217;era una volta una gatta morta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cosedamaschi.com/cera-una-volta-una-gatta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

