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	<title>Cose da Maschi &#187; linguaggio femminile</title>
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		<title>La lingua delle donne</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 03:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se andiamo in cina, e sentiamo parlare un cinese, subito comprendiamo che si tratta di una lingua differente alla nostra. Anche leggere i loro quotidiani è per noi impossibile (a meno di tante ore di corso di cinese). Se andiamo in Francia qualche parola la comprendiamo, anche solo una decina. Questo ci permette di poter pensare di capirci qualcosa e di trovare buffe tutte quelle loro espressioni facciali. Tra uomini è donne la differenza è ancora peggiore. Questo perchè loro parlano cinese, noi pensiamo parlino francese, e sulla carta sembra italiano lineare. Questo ci da l&#8217;impressione limitante di poterci capire qualcosa, sapendo una decina di parole. Uno dei modi più veloci per poter inziare a comprendere il linguaggio delle donne è ammettere a noi stessi che si tratta di qualcosa completamente alieno, che non condivide alcuna base comune. Sarò l&#8217;ennesima persona che vi ripeterà che in una comunicazione tra due persone la componente verbale è minima, il restante è devoluto al linguaggio del corpo, alla comunicazione non verbale e alle espressioni facciali. Anche gli uomini utilizzano la comunicazione non verbale, non è un&#8217;esclusiva delle donne, però è esclusiva delle donne l&#8217;utilizzo delle parole come se fossero delle figure retoriche. La comunicazione quindi femminile non si basa sull&#8217;effettiva frase pronunciata, ma sulla frase inserita nel contesto di comunicazione non verbale e collegamento empatico. Questo significa precisamente che mentre per l&#8217;uomo una frase è un mezzo che trasporta dei concetti, delle nozioni, dei dati. La frase per la donna è un mezzo che trasporta emozioni, sentimenti, stati d&#8217;animo. Questo unito a dettagli delle sopracitate.</p>
<p>Troppo facile e squisitamente inutile criticare le donne per questo. La nostra conformazione è differente e pertanto in qualche modo bisogna porre rimedio. I rimedi possibili sono due.</p>
<p>1) Si prova ad imparare a memoria tutta una serie di cifrari e codici che utlizzano le donne, riuscendo quindi a decriptare le più normali emozioni trasmesse e tradurle in frasi che per noi abbiano un senso. Se per esempio ci rendiamo conto che di fronte a stati di rabbia vengono utilizzate esasperazioni dei concetti. Cose del tipo &#8220;Non parliamo mai, Vuoi sempre uscire con gli amici e non sei mai a casa&#8221; Possiamo facilmente dedurre che quelle sono parole con cui viene &#8220;dipinto&#8221; il sentimento, ed è inutle rispondere &#8220;ah no, due giorni fa ero a casa quindi non puoi dire che non sono &#8220;mai&#8221; a casa, ma solo &#8220;ogni tanto&#8221; non sono a casa!&#8221; SI può considerare anche il fatto che se loro parlano quel genere di linguaggio emozionale, hanno anche bisogno di sentire parlare la loro lingua, quindi probabilmente in molti casi esaspereranno le cose per poter creare dei varchi emozionali nell&#8217;uomo, di modo da porter comprendere qualcosa nella loro lingua. Se le frasi delle donne venissero interpretate come una forma d&#8217;arte e non come linguaggio logico sarebbero di certo più chiare. A questo proposito mi viene in mente una storia delirante che raccontai tempo fa. Oliviero Toscani è sposato, ha un pò di influenza e gli è andata via la voce. La moglie è fuori a lavorare e lui stanco e malandato non ha la forza di alzarsi dal letto. Alle 14.30 la moglie torna a casa e va a vedere come sta, lui è nel letto tranquillo, con viso impassibile, le sorride e le mostra una foto di un bambino africano (di quelli col pancino gonfio e le mosche in faccia). La moglie quindi gli va a prendere qualcosa da mangiare.</p>
<p>Questa storia era una delle mie metafore per esprimere la visione dell&#8217;artista e come i concetti vengano amplificati dall&#8217;arte che spesso li stravolge, e che quindi quando ci si appresta ad analizzare un&#8217;opera d&#8217;arte bisogna riuscire a trovare la giusta conversione dei valori, la giusta scala per poter comprendere il significato nonostante l&#8217;arte. La prossima volta che litigate tenete a mente Oliviero con un certo appetito che per comunicarlo utilizza un bambino del Biafra, potrà darvi una chiave per comprendere il senso che sta dietro le emozioni che vi stanno investendo.</p>
<p>2) Si cerca di imparare il loro sistema di comunicazione animale. In questo caso (stranamente) non è inteso come diminutivo o negativo in alcun senso. La parte animale dell&#8217;uomo è probabilmente la sua parte più nobile, imparare come fanno loro a connettersi emozionalmente è qualcosa che potrebbe portare l&#8217;intera razza umana ad una notevole evoluzione. L&#8217;uomo d&#8217;altro canto, non avrebbe così tanta necessità a un uso così preciso di termini ed espressioni se potesse stabilire un legame emozionale con la persona con cui vuole comunicare. Questo perchè molto spesso, soprattutto tra partner, si parla allo scopo di trasmettere gioia, o rabbia, o affetto all&#8217;altra persona. Se ci si connettesse al partner in modo perfetto non ci sarebbe affatto bisogno di parole per trasmettere emozioni e stati d&#8217;animo. Con connessioni imperfette sono invece necessarie sempre più parole, fino ad arrivare all&#8217;uso estremo della parola, come unico veicolo del nostro sentire, che non trapela da niente altro. Sicuramente non è qualcosa di facile, ma le cose facili vengono fatte in automatico, senza nemmeno pensarci, tutte le cose in cui ci si cimenta sono sempre cose difficili, fino a che non riescono. Allora questa diventa solo una cosa difficile come tutte le altre, ne più ne meno. D&#8217;altronde moltissimi uomini ogni tanto riescono ad entrare in profonda coesione empatica, questo significa che la razza &#8220;maschiale&#8221; non è limitata in quel senso, ma solamente meno incline a impiegare le proprie forze in tal senso. E&#8217; un pò come stirare una camicia, qualsiasi imbecille ci può riuscire, magari ci si mette un ora, magari non è stirata perfettamente, ma è stirata. Non è necessaria una coesione al 100%, basta qualcosina e tutto gira più facilmente e poi la pratica renderà sempre più alta la percentuale di fusione.</p>
<p>A voi la scelta del rimedio da adottare, o la scelta di continuare a credere che stiano intendendo precisamente quello che stanno intendendo. Con le numerose testate che ne conseguono.</p>
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		<title>Sono grassa?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 01:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando una donna chiede, in realtà sta affermando. Il trucco è semplice: eliminare il punto di domanda. Sono grassa? = Sono grassa!. Spesso affermano direttamente, e il concetto rimane immutato. Alla base di queste domande/affermazioni c’è la necessità di un conforto, di una conferma, di una smentita, ma la cosa fondamentale per l’uomo è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una donna chiede, in realtà sta affermando. Il trucco è semplice: eliminare il punto di domanda. Sono grassa? = Sono grassa!. Spesso affermano direttamente, e il concetto rimane immutato. Alla base di queste domande/affermazioni c’è la necessità di un conforto, di una conferma, di una smentita, ma la cosa fondamentale per l’uomo è la comprensione che Non sono domande. Donne diverse, o la stessa donna in situazioni differenti, possono usare questo modo di domandare per scopi molto differenti. Prendiamo sempre come esempio il “Sono grassa?”, ricordando che lo stesso concetto vale per ogni domanda di questo genere. Quando una donna chiede “Sono grassa” sta affermando di essere grassa allo scopo di essere smentita, questo perché mostrando la sua insicurezza verrà resa più forte da una smentita, o perché in quel momento ha bisogno di sentirsi apprezzata e quindi mendica complimenti anche dove assolutamente non li merita, o ancora perché sta praticando l’arte della “gatta morta” e quindi non trova pace laddove non venisse costantemente alimentata a complimenti e adulazioni. Il mio consiglio è quello di non dare mai spago a queste lagne femminili, in qualsiasi forma avvengano. Loro stanno dicendo la verità sotto forma di domanda e richiedono una menzogna. Si può sempre trovare il modo di rispondere in modo elegante o sarcastico senza cadere nella loro trappola. Se quindi lei esordisce con “sono grassa?” si può rispondere “ah non ti preoccupare, a me le ragazze troppo secche non sono mai piaciute” oppure “non ti preoccupare, tanto non devi mica posare per Oliviero Toscani” oppure “l’importante è che ti piaci tu, non ti preoccupare del giudizio degli altri” o se volete andarci giù un po’ più pesante.. “prova a metterti un campanaccio al collo e fare Muuuuu”. Ovviamente se avete un interesse verso colei che sta tentando di estorcervi una bugia eviterete di dare rispostacce, pensando “cosa mi costa? Tanto sarà solo un chiletto o due di troppo”. Bisogna però pensare che quando fanno una domanda/affermazione loro si “aspettano” una determinata risposta. Quindi la cosa migliore è sempre, e in ogni caso, fare qualcosa di diverso. Agire in modo differente, essere imprevedibili. E’ molto meglio che pensino che siete dei bastardi piuttosto che “Oh che carino”. Quella strada porta all’amicizia e avere una donna come amico è solitamente la cosa peggiore che possa capitare, a meno che non sia la vostra intenzione iniziale. Altre domande/affermazioni tipiche sono “questo vestito mi sta male?”, “questa gonna mi fa il culone?”, “Ho gli occhi troppo distanti?” Se vi capita quest’ultima, vi prego, rispondete almeno una volta nella vita: ”Stai tranquilla, io adoro i coccodrilli”.. La natura femminile è ben contenta che sia l’uomo a fare il primo passo (e anche quelli successivi) hanno quindi sviluppato molti modi per “suggerire” la direzione in cui essere portate, di modo che sia l’uomo a guidare, ma dove vogliono loro. Analizzando le domande e le frasi si può quindi capire questa direzione e decidere se andare o meno dove gentilmente “consigliano”. Uno dei modi per poter capire qualcosa delle donne è pensare sempre che tutto quello che dicono e che fanno ha uno scopo preciso, niente è per caso, solo così si può limitare leggermente le volte che si viene presi per il naso.</p>
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