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	<title>Cose da Maschi &#187; milano</title>
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	<description>idee per costruire l’uomo di domani sulle rovine di quello moderno</description>
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		<title>La città del dolore</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 19:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cosedamaschi.com/wp-content/uploads/2008/07/milano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-73" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="dazio di milano" src="http://www.cosedamaschi.com/wp-content/uploads/2008/07/milano-300x300.jpg" alt="dazio di milano" width="300" height="300" /></a>Nella città del dolore la gente cammina a testa bassa guardando il marciapiede  che scorre veloce, tira dritto su tutto, passa veloce ed insegue il suo tempo.  Li vedo sempre nel grigio dei loro istanti appannati, nella solitudine di  macchine di vetro, richiusi e protetti con musica alta che protegge dal freddo  grigio di questo motore pesante che non si ferma mai. Cinque giorni di  solitudine per poi correre di nuovo nel sesto giorno, e comprare tutto quello  che possono comprare e guardare tutto quello che non possono comprare,  iniettarsi l&#8217;anestetico per distendere un pò i nervi, non sentire più quel vuoto  in fondo al cuore. Mentre non ci sono più odori, e non si sentono le parole e  tutto perde ogni colore. Lo vedo il giovane rampollo, all&#8217;aperitivo vende il  tempo di una cena per qualcosa miscelato, vende l&#8217;arte dell&#8217;amore delegando ad  accessori, a leggende di denaro, alla macchina che ha di fuori, rinunciando a  corteggiare qualche cosa che si vende e non deve conquistare. E le figlie del  cemento che ricercano il diverso, quel duotono differente che dia loro  un&#8217;apparenza. Tutto in fretta, tutto adesso, tutto in mostra. Adoro questo  inverno, che le obbliga a decenza. Nella città del dolore dove l&#8217;acqua è gratis  ed un salvagente costa tutto il tuo denaro, dove le stelle non mettono piede,  dove la vita è la ruga di un vecchio che ride e che è riuscito a sopravvivere.  E&#8217; una foto all&#8217;autostrada di notte, dove non c&#8217;è un solo cammino ma un&#8217;amalgama  di scie, dove ognuno insegue un grande sogno che è dipinto di &#8220;poi&#8221; .</p>
<p>(M. Haj&#8217;s  hElf)</p>
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