<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cose da Maschi &#187; musica</title>
	<atom:link href="http://www.cosedamaschi.com/tag/musica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cosedamaschi.com</link>
	<description>idee per costruire l’uomo di domani sulle rovine di quello moderno</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Apr 2010 17:45:32 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Best of Manowar</title>
		<link>http://www.cosedamaschi.com/best-of-manowar/</link>
		<comments>http://www.cosedamaschi.com/best-of-manowar/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 21:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[accessori]]></category>
		<category><![CDATA[best of]]></category>
		<category><![CDATA[heavy metal]]></category>
		<category><![CDATA[manowar]]></category>
		<category><![CDATA[metal]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[playlist]]></category>
		<category><![CDATA[testosterone]]></category>
		<category><![CDATA[true metal]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cosedamaschi.com/?p=54</guid>
		<description><![CDATA[Per coltivare la parte medievale e il proprio &#8220;Io&#8221; cavaliere non c&#8217;è niente di meglio che ascoltare i Manowar. Per chi non li conoscesse ho preparato una playlist, di modo che possiate saggiare il meglio della loro musica che, anche per me che ne sono grande estimatore, non è certo tutta bella. Propongo quindi l&#8217;ascolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per coltivare la parte medievale e il proprio &#8220;Io&#8221; cavaliere non c&#8217;è niente di meglio che ascoltare i Manowar. Per chi non li conoscesse ho preparato una playlist, di modo che possiate saggiare il meglio della loro musica che, anche per me che ne sono grande estimatore, non è certo tutta bella. Propongo quindi l&#8217;ascolto di questo Best Of dei Manowar per poter assaggiare un ora delle loro più belle canzoni, e se conoscete un pò di inglese potrete assaporare anche i testi, ispirati e cruenti, dei veri e propri inni alla battaglia, come cita anche il titolo di uno dei loro primi album.</p>
<p>Senza dilungarmi in inutili biografie che trovate tranquillamente su wikipedia e simili, posso però accennarvi qualche connotazione della loro musica. I Manowar in teoria dovrebbero fare Metal, in realtà loro si autoproclamano l&#8217;unico gruppo di &#8220;True Metal&#8221; (ovvero il vero metal). In molte canzoni accennano al fatto che loro sono gli unici a fare Metal e gli altri invece sono posticci. I temi trattati nelle canzoni sono battaglie, fratellanza di guerrieri, coraggio, volontà, musica potente etc etc.</p>
<p>Diciamo che se il testosterone potesse cantare qualcosa sicuramente canterebbe una delle loro canzoni. In realtà le loro canzoni dal punto di vista musicale sono estremamente melodiche, ed il cantante è preciso e preparato, gli strumenti vengono suonati in modo molto competente e non si creano mai quelle sonorità caotiche e convulse proprie degli stili più eccessivi. Molti di voi probabilmente staranno già storcendo il naso verso un gruppo che inneggi in modo così dichiarato a tutte queste passioni brutali e verso le loro canzoni che stimolano invero le parti più primordiali dell&#8217;individuo. Ma i Manowar hanno il loro perchè. L&#8217;uomo infatti ha una sua natura animale, nell&#8217;animo di ogni maschio c&#8217;è un brodo primordiale, una memoria che porta lo stampo di quello che generazioni e generazioni prima di noi erano i guerrieri. Il lato guerriero dell&#8217;uomo, al giorno d&#8217;oggi, non viene quasi mai messo in campo, non viene coltivato e quindi il nostro essere animali prende solo brutte strade. Il nostro io Cavaliere quindi si addormenta, si assopisce e perdiamo contatto con questa nostra parte, oppure non riuscendo a dormire sfocia in azioni sbagliate, in azioni dannose. I Manowar permettono di solleticare il cavaliere, il guerriero latente che è in noi di modo che si possa sfogare e &#8220;giocare&#8221; un pò. Lasciamo quindi galoppare in modo sano la bestia che non deve dormire e non deve andare in giro a fare danni. Ricordate che l&#8217;impero romano ha conquistato il mondo, e quando si è seduto, quando il guerriero si è addormentato tra gli agi sono stati spazzati via dalla prima stirpe di guerrieri disponibile. Un guerriero abbatte mille nemici, prima di tutti quanti, se stesso.</p>
<p>Ed ecco infine come promesso la playlist delle più belle canzoni dei Manowar:</p>
<p><strong>1  Heart of Steel<br />
2  Courage<br />
3  Brothers of Metal<br />
4  Master of the Wind<br />
5  Kings of Metal<br />
6  The Power of Thy Sword<br />
7  Kill with Power<br />
8  Warriors of the World (United)<br />
9  Carry On<br />
10 Kingdom Come<br />
11 The Crown and the Ring<br />
12 Hail and Kill<br />
13 King<br />
14 Fight for Freedom<br />
15 Return of the Warlord<br />
16 Swords in the Wind<br />
17 Thor ( the Powerhead)<br />
18 Blood of the Kings<br />
19 Fight until we die<br />
20 Call to Arms<br />
21 Holy War<br />
22 Black Wind, Fire and Steel<br />
23 Defender<br />
24 Sign of the Hammer<br />
25 An American Trilogy<br />
26 Metal Warriors<br />
27 Wheels of Fire<br />
</strong></p>
<p>In tutto è un oretta di buona musica, io mi sono caricato questi brani su una chiavetta usb, di modo che quando sono in macchina mi posso &#8220;iniettare&#8221; la mia dose di medioevo, e alla fine di una giornata in cui si ha anche fare con tanti compromessi, un pò di sano testosterone rimette i valori in riga e permette di non perdere mai di vista che, anche se non si può andare più in giro a cavallo con uno spadone a due mani, loro sono gente, noi siamo guerrieri.</p>
<p>P.S.: Queste non sono le sole canzoni belle dei Manowar, ma solo una selezione di un ora, ho lasciato fuori tantissime canzoni belle e interessanti, che però a mio avviso sono adeguate per momenti precisi, mentre questi brani da me scelti sono adatti ad un ascolto quasi quotidiano. Non me ne vogliano quindi i super fan se ho dimenticato &#8220;proprio quella canzone&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cosedamaschi.com/best-of-manowar/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Note allo Specchio</title>
		<link>http://www.cosedamaschi.com/note-allo-specchio/</link>
		<comments>http://www.cosedamaschi.com/note-allo-specchio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 19:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[creare]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cosedamaschi.phpnet.us/?p=12</guid>
		<description><![CDATA[Per se o per altro. Quando si parte da un buon presupposto e si arriva altrove.  Il giovane chitarrista che prende in mano lo strumento e studia, lavora sodo,  perché a volte si perde? Cosa lo porta a frullare le dita senza più azionare il  cuore e il cervello, senza più godersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cosedamaschi.com/wp-content/uploads/2008/07/chitarrista.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-83" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="chitarrista" src="http://www.cosedamaschi.com/wp-content/uploads/2008/07/chitarrista-300x292.jpg" alt="chitarrista" width="300" height="292" /></a>Per se o per altro. Quando si parte da un buon presupposto e si arriva altrove.  Il giovane chitarrista che prende in mano lo strumento e studia, lavora sodo,  perché a volte si perde? Cosa lo porta a frullare le dita senza più azionare il  cuore e il cervello, senza più godersi la musica, tutto soltanto per andare più  veloce, per fare quelle scale un millesimo di secondo più veloce e dire, in uno  dei mille modi non detti :“guarda come sono bravo”. Perde anche il motivo per  cui anni prima faceva fumare i calli delle dita e digrignava le mascelle per il  primo Fa. Li vedi dappertutto i musicisti che hanno perso la musica, concentrati  nella tecnica perfetta e a caccia di ogni “che bravo” che incontrano. Li mettono  tutti li, nel pancino vuoto, dove dovrebbe stare la musica. Si vedono spesso  concentrati chini sul manico di una chitarra, che fingono passione, o calmi e  imperturbabili in assurdi virtuosismi mentre i loro sguardi si perdono  nell’ammirazione di un pubblico che non sa e non capisce. E poi ci sono gli  altri, quelli che fanno semplicemente musica e quando vogliono andare veloce ci  vanno da soli; si riconoscono sempre sul palco di ogni teatro come in una piazza  deserta. Perché quando suonano la chitarra non è un fine ma è un mezzo e il fine  diventa la musica. Tutto si spegne intorno a quelle note, non esistono più le  mani e le braccia e quella figura di uomo che suona diventa solo la cartolina di  un luogo in cui può andare soltanto lui in quel momento, mentre la musica  racconta il suo viaggio solitario. Dove vanno gli arcobaleni e perché? Ci vanno  e basta e l’unico motivo che li spinge è il desiderio di essere se stessi, in  quell’istante, tutto quello che sono. Non si colorano per il plauso della gente  o per far sorridere qualcuno, non aspirano ad una perfezione circolare ma sono  quello che sono, senza tutti i colori possibili, senza girandole nell’aria. Sono  quello che sono perché vogliono essere ed il loro piacere è nel vivere  quell’istante di armonia con se stessi e con il cosmo, il resto è conseguenza di  cui non si curano. Il musicista invece a volte riesce a trovare la sua musica  soltanto da solo, in qualche notte in cui è troppo stanco per accontentarsi di  un “che bravo” detto da se stesso, quella piccola iniezione di metadone che  riempie la pancia di un altro po’ d’aria non può bastare e per qualche istante  suona e basta, non per gli altri, non per anestetizzare il suo vuoto, non per  illudersi ancora che quei “che bravo” siano veri, suona e basta, e nessuno lo  potrà sentire. Dura pochissimo, qualche piccola nota vera, la corda che si tende  e si rilascia e non basta mai. Quando si lascia la strada del voglio per quella  del devo è difficile tornare indietro, ma sono convinto che qualche chitarrista  si sia ritrovato con l’arte, e li sentirò suonare magari alle 4 di notte, in una  spiaggia vuota appoggiati ad una roccia, un blues in cui ogni nota è un arco che  si sta per spezzare, con gli occhi chiusi, viaggiando in quel luogo che hanno  sognato da bambini e in cui non possono portare nessuno, possono solo  raccontarlo con le nuove note che vogliono. Per gli altri resterà soltanto un  mezzo per adornare se stessi e per cercare consensi e riempire la mancanza di  stima in se stessi. Come la ragazza che non si sente bella e cerca i complimenti  in ogni modo ed ostenta il poco per coprire il molto, come il ragazzo bruttino  che passa anni in palestra a caccia della bellezza e diventa la goffa caricatura  di un gorilla depilato e in spiaggia intosta il bicipite dicendo: ”senti qua!”,  beandosi dello sguardo di persone ancora più sole e tristi di lui. Ma nessun  complimento potrà sopperire a quelli che mancano nel suo specchio, quando al  mattino ancora troppo assonnato vede solo i suoi occhi, gli stessi di quando era  un ragazzo. E non sono mai cambiati. Quando un chitarrista perde la sua musica  gira in cerchio sul manico della chitarra e trova la musica di altri. Suona i  led zeppelin, jimy hendrix e imita i passi dei grandi della musica; inseguendo  un rock che è passato e non potrà mai più tornare. BB King un giorno si mise a  suonare e non smise più, con quelle poche note immense ha disegnato un po’ di  musica dove prima non c’era, asfaltando la sua strada nel blues senza mai  guardarsi indietro, lasciando terreno comodo per i chitarristi che si sono persi  e un grande insegnamento per chi vuole imparare ad imparare da se.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cosedamaschi.com/note-allo-specchio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
